Sicurezza
Aurelia, è allarme «Ladri nascosti dietro agli oleandri»
Ora nell'occhio del ciclone ci sono gli oleandri. Quelli che in duplice filare costeggiano la pista ciclabile che unisce, dopo il ponte, Cecina a San Pietro in Palazzi
Ora nell'occhio del ciclone ci sono gli oleandri. Quelli che in duplice filare costeggiano la pista ciclabile che unisce, dopo il ponte, Cecina a San Pietro in Palazzi.
Colpevoli di mascherare l'arrivo e coprire la fuga di malintenzionati che hanno nel mirino i distributori di benzina che si affacciano appunto su quel tratto di Aurelia. I cui gestori si sono rivolti all'amministrazione comunale facendo presente il problema. Anche nei recenti fatti malavitosi che hanno interessato quelle stazioni di servizio i ladri dopo aver portato a termine i colpi si sono dileguati nei campi adiacenti, al di là degli alti e folti arbusti facendo all'inverso il tragitto d'arrivo.
La proposta è quella di toglierli, per sostituirli con pianticelle molto basse o quantomeno di tagliarli fino a un'altezza di poche decine di centimetri. Tipo siepe.
Qualche settimana fa il titolare di una stazione servizio che dà sull'Aurelia Nord una volta effettuata la chiusura serale si apprestava ad uscire dall'ufficio con l'incasso quando ha visto due-tre persone nascondersi improvvisamente dietro agli oleandri. Così si è guardato bene dal farlo ed è rimasto a lungo dentro. Eppoi, la sicurezza di chi specie dopo il tramonto percorre la galleria verde della pista ciclabile.
Il Comune sembra favorevole alla proposta rivolta in tal senso e anche le forze dell'ordine la vedrebbero utile. Possibile che venga attuata quando ci saranno i fondi adeguati.
L'oleandro, che può arrivare a sfiorare i tre metri, è una delle piante più velenose che si conoscano. Foglie, corteccia e semi sono tossici per qualsiasi specie animale. Responsabile di questa estrema tossicità è, insieme agli alcaloidi, l'oleandrina, un glicoside cardiotossico e inibitore della pompa sodio-potassio a livello di membrana cellulare. Provoca tra l'altro disturbi al sistema nervoso centrale, fra cui assopimento.
Diceva Plinio: "Uccide i serpenti e accostato ad un animale selvatico gli provoca intorpidimento". La storia racconta che diversi soldati delle truppe napoleoniche morirono per avvelenamento dopo aver usato rami di oleandro come spiedi nella cottura della carne alla brace, durante le campagne militari in Italia. Eppure, prima di diventare simbolo funerario fu simbolo beneaugurante.
Il nome comune Mazza di San Giuseppe trae origine dal racconto dei vangeli apocrifi secondo i quali i pretendenti della Vergine Maria dovettero deporre sull'altare una verga; quella portata da San Giuseppe, fatta di oleandro, germogliò appena deposta, facendo ricadere su di lui la scelta.
Fabrizio Cavallini
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