Lutto
30 anni di testimonianza nel segno dell’accoglienza
Una folla di fedeli alla cerimonia del Duomo. Don Fabbri: «Il ricordo va a tanta gente che si è spesa per gli altri». Il sindaco: «Storia legata a quella del paese»
CECINA. La città si è stretta ieri attorno alla chiesa che celebrava il 30° anniversario del duomo di Cecina in una cerimonia che ha dato vita a toccanti momenti di riflessione, di preghiera, di fratellanza. Monsignor Marco Fabbri durante la messa ha affermato come in quell'occasione di festa si volesse celebrare un tempo - trent'anni - di impegno, di servizio sia ecclesiale che civile. Per cui "il ricordo va a tanta gente che in ogni ambito si è spesa per gli altri. E' giusto ricordarla perché spesso è proprio attraverso queste disponibilità feriali, umili che si costruisce una città". Ha quindi ringraziato il sindaco per aver accolto subito l'invito, a riprova della disponibilità dell'Amministrazione comunale, con la quale la chiesa collabora non solo nei momenti celebrativi. "Il contatto con il Comune è continuo anche quando si tratta di aiutare le persone che ogni giorno in numero crescente bussano alle nostre porte. Una bella sinergia".
Il sindaco Benedetti ha successivamente salutato quanti erano intervenuti per celebrare insieme una ricorrenza che rappresentava una tappa significativa della storia religiosa e civile della città. La vicenda della parrocchia di Cecina è infatti indissolubilmente legata alla storia del paese e dei suoi abitanti e ne segue di pari passo lo sviluppo e le trasformazioni. Dall'antico e originario nucleo della colonia di Marina al Fitto e all'attuale centro urbano sviluppatosi lungo i principali assi stradali della via Emilia e dell'Aurelia. "Dai documenti e dalle testimonianze d'archivio in nostro possesso risulta che già nel maggio del 1771 l'allora vescovo di Volterra monsignor Galletti nel corso di una visita pastorale metteva in evidenza la necessità di un'autonomia parrocchiale della comunità di Cecina, fino ad allora aggregata alla Pievania di Bibbona; da qui con bolla vescovile attribuì a quest'ultima un proprio parroco, don Vincenzo Noccioli, e nel 1975con decreto granducale fu approvata la costruzione di una chiesa più grande ed una canonica esterna alla colonia di Marina. Quattro anni dopo, nel marzo del 1789, il vescovo la eresse a Prioria perpetua e inamovibile". Intanto il Fitto di Cecina cresceva e prosciugate le paludi con le bonifiche era diventato un vero e proprio borgo. E grazie alle riforme leopoldine, che offrivano terreno coltivabile e la possibilità di costruirvi case, la popolazione aumentava fino a raggiungere 2000 abitanti, mentre a Marina se ne contavano 200. Il granduca in virtù di questa continua e costante espansione del paese si adoperò affinché venisse costruita una nuova chiesa più grande, con i soldi del regio erario, proprio dov'è oggi. La posa della prima pietra fu effettuata il 29 settembre 1852 e i lavori terminarono nel dicembre 1854.
Il sindaco Benedetti, l'arciprete Fabbri e la cittadinanza hanno alla fine condiviso in piazza del Duomo la scopertura della targa che ricorderà a tutti, negli anni a venire, questo 30° anniversario.
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