Italia
La rinascita dopo l’attesa «Fu merito di don Reno»
CECINA. «Questi trenta anni sono stati come una primavera per la parrocchia». A raccontare della vita della comunità cecinese è Luciana Di Milo, storica collaboratrice da sempre in prima linea all'int...
CECINA. «Questi trenta anni sono stati come una primavera per la parrocchia». A raccontare della vita della comunità cecinese è Luciana Di Milo, storica collaboratrice da sempre in prima linea all'interno della parrocchia da quando, trenta anni fa, “nacque” il Duomo. «All'inizio la vita parrocchiale non era organizzata – racconta la signora Luciana – e andavamo un po' allo sbaraglio, non c'era un progetto ben preciso. Stava un po' a noi riuscire ad organizzare al meglio le cose da fare». Uno spartiacque, se cosi si può definire, fu l'arrivo di Don Reno Pisaneschi, il quale dette nuova linfa alla parrocchia facendo partire Azione Cattolica. «Fu con lui – prosegue Di Milo – che partì Azione Cattolica: inizialmente eravamo io, Adele Cataldi, Mariangela Caciagli e suo marito.
Fu un periodo bellissimo, perchè da quel momento riuscimmo ad organizzarci e partì un impegno importantissimo e ci fu molta partecipazione. A quei tempi il vescovo era Carmiello, ci capitava spesso di andare tutti a Volterra e, ricordo, lui stesso mi consegnò personalmente un libro di San Lino, il secondo Papa della storia, dicendomi che sarebbe stato uno dei primi libri per creare a Cecina una biblioteca cattolica. Purtroppo però questo non fu possibile». Un evento importante è rimasta la visita all'allora Papa Giovanni Paolo II, assieme a più di quaranta ragazzi.
«Una cosa memorabile – dice raggiante la signora Luciana – eravamo in piazza, si avvicinò a noi, tutti i ragazzi avevano i cappellini bianchi. Mi abbracciò, e mi disse “Brava brava, continua così”». Altro parroco molto importante fu Don Osvaldo Valota, che riuscì a riavvicinare la gente alla Chiesa. «Don Osvaldo divise Cecina in quindici zone e dette un referente per ogni zona, in questo modo si venne a creare veramente una forte comunità. Fu molto capace anche come pastorale, è riuscito a coinvolgere tutti, ma proprio tutti, i cecinesi: per esempio, voleva che il presepio fosse una cosa da fare tutti insieme proprio perché lo vedeva come un modo per unire la comunità». Riguardo al presente, invece, secondo Luciana Di Milo l'attuale parroco, Don Marco, rappresenta probabilmente uno dei migliori che potessero reggere il Duomo di Cecina: «Senza nulla togliere agli altri – prosegue Luciana – Don Marco è eccezionale, gli darei un dieci e lode, è un ragazzo giovane ma di uno spessore incredibile, è destinato a rimanere poco perché farà tanta strada. Periodi bui?
Forse la seconda fase di Don Ugo, fu un momento difficile perché probabilmente c'erano dei problemi più profondi, ma non voglio dilungarmi. Il futuro è roseo, con l'attuale Papa Francesco che riesce con la sua dialettica semplice, come un vicino di casa, ad avvicinare la gente, come anche altri Papi hanno fatto». «Oltre a me – conclude la signora – in quegli anni c'erano Adele Cataldi, Mariangela Basile, Bice Parreca, suo marito e Giovanna Guarguaglini: è giusto menzionarle perché sono state persone importantissime, senza le quali forse non ci sarebbe stata questa bella storia del Duomo di Cecina».
Daniele Meucci
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