Il Tirreno

Pd verso il congresso ma è un pasticcio la procedura del voto

Pd verso il congresso ma è un pasticcio la procedura del voto

Gli iscritti chiamati a decidere sui candidati alla segreteria Si eleggono anche i dirigenti locali, dai circoli ai provinciali

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CECINA. Nel partito democratico arriva a livello locale il Congresso. Si vota alle primarie l'8 dicembre, e qui votano tutti. Ma prima gli iscritti sono chiamati nelle convenzioni a decidere sui cinque candidati, che dovranno diventare solo tre da sottoporsi al giudizio dei cittadini nel loro complesso. Lo ha spiegato ai dirigenti del comunale del Pd il segretario provinciale Samuele Lippi che, spalleggiato da Benedetto Roventini, il coordinatore comunale, ha sudato le proverbiali sette camicie per spiegare ai presenti la complessità della procedura.

Dunque le convenzioni. Si chiamano così le assemblee degli iscritti che prima nel circolo e poi nella sede provinciale saranno convocate dal 7 novembre per pronunciarsi sui cinque candidati che si sono presentati al cimento nazionale per la conquista della segreteria. A breve, dall'11 ottobre prossimo, inizia la campagna elettorale. Con un'ulteriore complicazione perché oltre alle scelte per la segreteria nazionale si deve procedere anche alla elezione dei dirigenti locali dei circoli, dei comunali, dei provinciali. Insomma un impegno non da poco per i militanti del Pd chiamati in causa sia a decidere sulle candidature nazionali, ma anche sui dirigenti e quindi sui segretari locali. Anche per i regionali? No, per i regionali, no. Si deciderà dopo le primarie nazionali che sanciranno il capo del Pd. Dunque nel mentre avremo i dirigenti locali per i segretari regionali si dovrà attendere una fase successiva alla scelta delle primarie.

Lippi nella riunione ha dovuto fronteggiare le inevitabili perplessità sulla procedura a dir poco macchinosa con cui si sono messe insieme convenzioni e riunioni per elezioni così diverse. "Ma è chiaro - così precisava il segretario provinciale - chttp://www.repubblica.it/politica/2013/10/04/foto/crimi_twitta_in_giunta_i_post_incriminati-67902705/1/?ref=HREA-1#1he mentre nelle convenzioni si vota per i candidati nazionali e le loro piattaforme, per i circoli e per le direzioni comunali e provinciali si tratta di orientamenti da assumere in termini strettamente locali, senza alcun riferimento alle scelte delle primarie nazionali". Una distinzione difficile da osservare se non in termini formali, dato che nella sostanza la scelta della segreteria nazionale finirà per assumere un valore così coinvolgente da oscurare il particolare locale.

Ma qui si è sviluppato il dibattito in particolare tra Massimo Marini e lo stesso Lippi. Marini ha ribadito la sua perplessità sulla procedura. "Ho la sensazione - così Marini - che la platea così diversa a livello regionale dalla dimensione locale dei circoli e dei comunali procurerà non pochi problemi. Per non parlare poi dei guai in cui finirà per trovarsi il segretario nazionale che eletto con le primarie aperte avrà invece i dirigenti locali eletti solo dagli iscritti". Gli rispondevano Argentieri e Lippi sulle diverse logiche e sui diversi contenuti in cui si muovono i livelli operativi delle direzioni politiche.

La seduta aveva visto anche le valutazioni di Roventini sugli esiti della festa del Pd e sui primi esiti della sua segreteria comunale. Luci ed ombre. "Auspico - ha concluso così - una direzione comunale ancora più funzionale ed attiva anche in termini di affinamento dei meccanismi operativi". Intervenivano su questa materia vari dirigenti. Rivendicava un'attenzione più convinta alle varie realtà culturali e sociali Edoardo Battini che in particolare sviluppava un intervento sull'apporto al cambiamento dell'arte musicale. Proponeva così anche nelle feste del Pd un programma musicale di livello sia in raccordo con le tendenze giovanili sia verso le composizioni che orientano verso i temi del progresso .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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