Il Tirreno

Difesa della costa, nasce il comitato

Difesa della costa, nasce il comitato

L’ex sindaco Cioni: le opere previste dalla convenzione neppure sono state iniziate

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MARINA DI CECINA. Un'altra voce ha intenzione di farsi sentire nella vicenda del porto di Cecina: sono “partiti i lavori” del Comitato per la difesa della costa di Cecina mare, con un gruppo di cittadini pronti a fare da garanti accessori a quelli principali già partiti da un po' di tempo. «Questo comitato non ha valenza politica – dice Renzo Cioni, ex sindaco di Cecina – e anzi ben vengano persone da altre correnti, associazioni, organizzazioni. È un problema che richiede una ampia condivisione, siamo tutti cittadini che hanno a cuore la salvaguardia dell'ambiente, la costa e le pinete». Proprio questi i punti principali, la salvaguardia della costa cecinese che, secondo il Comitato, già subisce i danni portati dai lavori del porto e che, se non si corre ai ripari, rischia di scomparire. «Il problema dell'erosione – prosegue Cioni – era già presente ma con il porto tutto si è accentuato. Ci sono tante cose che non tornano: la convenzione stipulata tra amministrazione e Porto spa prevede opere che non sono state nemmeno iniziate, una fidejussione stipulata con una assicurazione rumena senza scordarci il precedente del Palazzo Fiorito, strade rovinate dal passaggio dei mezzi diretti al porto che non possono essere pagate con soldi pubblici. Concentrandoci soprattutto sull'erosione: se la gente non interverrà non si può fare colpa al porto». Visti i lavori del porto che proseguono (dovrebbero riprendere entro il 12 ottobre), l'obiettivo del Comitato è quello di porsi da garante per il futuro. «Il Comitato – dice Mauro Bini – nasce comunque con i piedi per terra: le opere accessorie che danneggiano sono già state fatte, nasciamo per vigilare sull'applicazione della convenzione ma abbiamo paura in futuro possa succedere cose ancora peggiori». «Sono dell'idea – spiega Giuseppe Gallelli - che siano necessari degli aggiustamenti al progetto, i tempi sono cambiati e bisogna, a questo fine, che intervengano i cittadini. Leggi regionali prevedono che interventi del genere possano essere sottoposti a consultazione popolare, proprio per questo chiederemo un confronto immediato con l'amministrazione».

Daniele Meucci

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