Il Tirreno

Si tuffa e annega la storica femminista

di Gianni Parrini
Si tuffa e annega la storica femminista

Anna Marciano, 79 anni, è morta nel tratto di mare tra i bagni Bisori e la Guardia costiera. Era la madre dello scultore Fiengo

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CECINA. Amava il mare. Per questo, in ogni giornata di sole indossava il costume e andava a fare il bagno nella spiaggia libera di Marina, tra gli uffici della Guardia costiera e i bagni Bisori. Ma l’ultimo tuffo le è stato fatale. Anna Marciano, 79 anni, originaria di Napoli ma residente a Cecina sin dal 1973, è morta ieri mattina per annegamento. A niente sono valsi i soccorsi che le hanno prestato alcuni turisti tedeschi e il personale della Pubblica assistenza di Cecina, intervenuto prontamente sul posto. Se ne va una delle protagoniste del movimento femminista, di cui Anna era una storica esponente. Lascia i figli Antonio e Valentina, e la nipote Irene.

L’annegamento. La signora, che abitava nella vicina via Ginori, intorno alle 12,20 di ieri è entrata in acqua per il suo solito bagno: con poche bracciate è arrivata a una decina di metri dalla riva, dove già non si tocca. Cosa le sia successo a quel punto è difficile stabilirlo. Fatto sta che alcuni signori tedeschi presenti in spiaggia, e con i quali aveva parlato poco prima, l’hanno vista con il volto riverso in acqua, priva di sensi. È scattato subito l’allarme: la donna è stata trascinata sul bagnasciuga e una signora le ha praticato il massaggio cardiaco. Nel frattempo Cristina, la ragazza che lavora al bar La Tortuga, ha chiamato il 118. L’ambulanza è arrivata immediatamente ma non c’era più niente da fare. Sul posto è intervenuto anche il personale della Guardia costiera, insieme agli uomini della Polizia, che hanno contatto i parenti della donna. Il figlio Antonio Fiengo, scultore di fama e docente di anatomia artistica all’Accademia di Belle Arti di Venezia, è arrivato poco dopo e ha dovuto confermare l’identità del corpo. «L’avevo chiamata al telefono perché avevamo appuntamento – racconta – Ma non rispondeva. Poi il mio cellulare ha squillato: era il suo numero ma all’altro capo c’era la Polizia che mi avvertiva dell’accaduto». Nonostante il dolore Fiengo ci tiene a ringraziare i turisti tedeschi che per primi hanno soccorso la donna: «Quando sono arrivato erano già andati via – racconta – È finita male, ma vorrei ugualmente dir loro grazie. Non so bene cosa sia successo a mia madre: aveva problemi di circolazione e forse ha avuto un malore ed è annegata».
Storia di una passione. Partita da Napoli, Anna Marciano approda in Toscana col piccolissimo Antonio e la sorella Valentina nel 1960. Prima va a stare a Grosseto, poi si trasferisce a Rosignano e infine a Cecina: «Venimmo in Bassa Val di Cecina – racconta il figlio – quando mamma vinse il concorso per l’Intendenza di finanza. Fu mandata a Livorno e a Piombino a gestire i banchi del Lotto. Ci sistemammo a Cecina perché suo fratello aveva qui un appartamento per le vacanze che usavamo come base». Lavoro a parte, Anna aveva ereditato dalla madre la passione civile ed era divenuta attivista dell’Unione donne in Italia (Udi), un'associazione femminile di promozione politica, sociale e culturale, attiva soprattutto negli anni ’70. «La sua battaglia principale fu per l’istituzione dei consultori – racconta il figlio– Ancora oggi, nonostante l’età, continuava ad andare in giro per diffondere la rivista “Noi donne”, guadagnandosi gli elogi della direttrice». A raccontare questa passione è la stessa Anna, in un’intervista rilasciata anni fa alla rivista che amava. “Diffondo Noidonne da circa 40 anni e il calendario Udi da quando c’è – racconta – Per me l’attività di “diffusora” rappresenta un investimento: spendo energie che mi ritornano attraverso lo scambio umano, il dialogo e gli incontri con altre donne. È molto bello sentire tante donne che mi ringraziano per le informazioni che porgo loro e per il fatto di contattarle anche solo per parlare”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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