Il Tirreno

Dirigente lancia la stampante dalla finestra

Dirigente lancia la stampante dalla finestra

Il fatto è avvenuto in Comune. Il responsabile si è scusato e si è reso disponibile a pagare i danni

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CECINA. Tutti lo sanno anche se nessuno lo conferma. Ma tra una risatina e l’altra, a palazzo civico non si parla d’altro. Il fatto è il seguente: martedì mattina, negli uffici comunali di via Rossini, il dirigente della Gestione risorse Eugenio Stefanini ha concluso un’animata discussione con una dipendente, sollevando di peso una stampante e scagliandola fuori dalla finestra che dà sul cortile interno. Uno scatto d’ira in piena regola, che ha lasciato interdetti i presenti. «Hanno trovato il modo di ridurre le dotazioni strumentali del Comune», scherza qualcuno. Fatto sta che il gesto non può essere privo di conseguenze: la stampante, infatti, è patrimonio dell’ente ed è stata acquistata con soldi pubblici, quelli dei cittadini. La domanda, quindi, sorge spontanea: chi pagherà il danno?

Ieri abbiamo provato a ricostruire la vicenda, chiedendo a chi di dovere come sono andate le cose e quali sanzioni vi saranno per il dirigente furioso che, ironia della sorte, in qualità di presidente del Cug (Comitato unico di garanzia) ha il compito di favorire il benessere nei luoghi di lavoro.

All’inizio abbiamo trovato solo porte chiuse e poca voglia di parlare. Il segretario e direttore generale del Comune Salvatore Giangrande, l’uomo che dovrà sanzionare il gesto, come spesso accade non si è reso reperibile. Non ha un cellulare di servizio (o se ce l’ha nessuno ne possiede il numero) e per parlare con lui bisogna prendere appuntamento con la segretaria. Per intenderci, né il sindaco né gli assessori, fanno fare una simile anticamera. Anche il diretto interessato, il dirigente Eugenio Stefanini, ha tenuto il cellulare spento. L’assessore al personale Monica Mansani, invece, cade dalle nuvole: «Non ne so niente», dice e francamente risulta difficile crederlo. Alla fine, l’unico a metterci la faccia è il sindaco Stefano Benedetti: «Sì, è tutto vero: siamo un Comune un po’ strano – scherza – Il responsabile del fatto è venuto da me a scusarsi per il comportamento tenuto e si è preso l’impegno di risarcire il danno. Nei prossimi giorni mi invierà una nota per spiegare nel dettaglio l’accaduto. Sono cose che non dovrebbero succedere ma siamo persone e un’arrabbiatura può capitare, basta assumersene le responsabilità». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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