Il Tirreno

Rea, c’è la lista dei debitori mancano 18 milioni di euro

di Gianni Parrini
Rea, c’è la lista dei debitori mancano 18 milioni di euro

Nell’elenco compaiono enti pubblici, società partecipate, ditte private e cittadini Il direttore Monti: «Ma il nostro passivo nei confronti del Comune si è già ridotto»

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ROSIGNANO. C’è voluto del tempo ma alla fine è venuta fuori. Anche se non è arrivata da chi, per dovere di trasparenza, avrebbe dovuto fornirla: azienda e Comune. Parliamo della famigerata lista dei debitori di Rea servizi, la società partecipata da 13 enti locali che deve 20 milioni di euro al Comune di Rosignano. La vedete trascritta qui sopra: ci sono amministrazioni pubbliche, società partecipate e aziende private attive nella gestione dei rifiuti. La lista è aggiornata al 7 giugno e la cifra che Rea deve recuperare ammonta a 16milioni e 477mila euro. A cui va aggiunto un milione e 177mila euro, che probabilmente non verrà mai pagato, perché a doverlo versare sono società in liquidazione o che stanno trattando il concordato. In totale, si sfiorano i 18milioni. Una volta recuperati (in tutto o in parte) questi soldi dovranno essere girati al Comune di Rosignano per coprire il “buco” di 20 milioni, debito che Rea ha accumulato nei confronti del suo socio di maggioranza: «La cifra che dobbiamo restituire si è già abbassata molto – spiega Massimiliano Monti, direttore di Rea – I 20 milioni erano stati calcolati alla fine del 2012. Con il piano di rientro da 850mila euro al mese ora siamo intorno ai 12. In due anni saremo a posto».

I Comuni. Nell’elenco di chi deve soldi a Rea ci sono diverse amministrazioni locali: il Comune di Cecina è quello che ha sulle spalle la somma più ingente (554mila euro), seguito da Bibbona (328mila), Viareggio (236mila), Pietrasanta (204mila) ed altri. In totale sono otto le amministrazioni che hanno un debito con la società partecipata, per una cifra complessiva di 1milione e 659mila euro. Soldi dovuti per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e il conferimento alla discarica di Scapigliato.

Società partecipate. Ci sono poi otto società partecipate da enti pubblici, che vantano un credito complessivo assai più elevato: 4milioni e 486mila euro. Sono tutte aziende che fanno raccolta e smaltimento dei rifiuti e che non hanno pagato il costo del conferimento in discarica. Le più indebitate sono l’Esa (Elbana servizi ambientali spa), società partecipata dagli otto Comuni dell’isola che si occupa della gestione e del trattamento dei rifiuti sull’intero territorio dell’Elba. C’è poi la Severa (1milione e 82mila euro), azienda partecipata attiva nel settore dei rifiuti, costituita nel 1995. La maggioranza delle azioni appartiene ai Comuni della Garfagnana ed al Comune di Barga, che ne costituiscono il bacino di intervento. Segue Versilia Ambiente (1milione e 46mila euro), la società nata nel 2012 da Sea risorse e Sea ambiente per subentrare a Tev/Veolia, la multinazionale francese che gestiva Falscaia e Pioppogatto fino a che, nell’estate scorsa, ha lasciato l’Italia. Seguono altre 5 partecipate.

Privati. L’altra grossa fetta del credito riguarda aziende private. Sono dieci in totale e hanno un debito nei confronti di Rea di 4 milioni e 129mila euro. La più esposta è la Lonzi Metalli (1 milione e 891mila euro), storica azienda livornese che opera nel settore dei rifiuti speciali. Segue la Aimeri Ambiente (846mila euro), società del gruppo Biancamano con sede a Milano, attiva nei servizi di igiene urbana. C’è poi la Vaneco (349mila euro), società romana che si occupa di rifiuti speciali e industriali. Tra le ditte indebitate c’è anche la Apuana Ambiente (153mila euro) che ha già sottoscritto un piano di rientro per saldare in 6-7 mesi.

Ditte insolvibili. Fino ad ora abbiamo parlato di soldi difficili da recuperare, ma per i quali c’è ancora una speranza. Ma nel famigerato elenco sono annotati anche i nomi di sei ditte (5 private e una partecipata) considerate insolvibili. Si tratta, infatti, di società in liquidazione o in procedura di concordato (e pare che l’elenco sia destinato ad allungarsi a breve). Da loro si potrà avere ben poco: al massimo il 3.4% del milione 177mila euro che devono a Rea.

Cittadini. 6milioni di euro, invece, è la cifra che deve essere recuperata dai cittadini per il mancato pagamento della tariffa Tia, quando questa era applicata e gestita da Rea nei Comuni di Cecina (periodo 2004- 2011) e Collesalvetti (2012). Del recupero crediti si occupa la società Sorit.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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