Il dolore
Piscina, rebus sulla presenza dei bagnini
Mentre l’apertura slitta a fine ottobre resta anche il nodo relativo degli addetti alla manutenzione
VADA. A rischio il mantenimento dei dipendenti della piscina comunale della Mazzanta. Non solo, è a rischio anche la presenza dei bagnini nell’orario dei corsi. La nuova gestione della piscina, che il Comune ha affidato tramite bando alla società Sport Management di Verona, si preannuncia problematica. Almeno per quanto riguarda l’occupazione.
C’è incertezza sul mantenimento dei dipendenti che si occupavano della manutenzione della piscina, che fanno capo alla Cooperativa Nuovo Futuro. «Si tratta di sette persone - precisa Barbara Celati, responsabile cooperative sociali di Cgil Fp -, due a tempo pieno e il resto part time. Il rischio è che la nuova gestione non garantisca l’assorbimento di questi lavoratori, che di fatto resterebbero a casa. Ad oggi non sappiamo cosa accadrà, perché la Sport Management ha detto che è intenzionata a fare colloqui a queste sette persone e vedrà se ricollocarle, in base alle sue necessità». Il sindacato spera che la ditta di Verona riesca ad assorbire questi dipendenti, ma fa un appunto al Comune chiarendo come «nei bandi come prima cosa dovrebbe essere inserita una clausola di salvaguardia occupazionale».
Quello del personale che faceva manutenzioni e pulizie non è il solo nodo da risolvere. È a rischio anche il mantenimento dei circa venti bagnini che, con orari variabili, facevano servizio di sorveglianza fino alla scorsa primavera.
A lanciare l’allarme e a chiedere il mantenimento di adeguati standard di sicurezza per i clienti della struttura, è Mario Nocchi, presidente della Uisp. «La Sport Management - spiega Nocchi - ci ha assicurato gli stessi spazi d’acqua degli ultimi anni». Significa che Uisp, Libertas, Aics e Rosignano nuoto potranno continuare a organizzare gli stessi corsi portati avanti finora. «Prima per queste attività - dice Nocchi - pagavamo il Comune e adesso pagheremo la Sport Management. Gli istruttori che operano nei corsi continueranno a lavorare per noi associazioni».
Il problema è sugli addetti a bordo vasca. «Finora - dice il presidente Uisp - i bagnini erano di fatto istruttori di Uisp e e Libertas, una ventina di persone che facevano un diverso orario settimanale. In genere c’era un sorvegliante durante i corsi e due per il nuoto libero». Il timore è che la Sport Menagement porti i propri bagnini, «che però pare vengano garantiti solo durante il nuoto libero, mentre per i corsi le associazioni dovrebbero organizzarsi in autonomia», dice Nocchi. Evidente che alcuni bagnini si troverebbero senza lavoro.
Ecco che le società sportive di nuoto hanno chiesto all’amministrazione di muoversi per chiedere ai nuovi gestori la garanzia di sicurezza per gli utenti.
Anna Cecchini
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