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Il Comune concede i laghetti di Magona ai pescasportivi

Il Comune concede i laghetti di Magona ai pescasportivi

Delibera della giunta: «Il fiume Cecina non è più agibile» La Fipsas dovrà realizzare almeno 50 postazioni fisse

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CECINA. Da anni si parla dei laghetti della Magona. Si tratta di bacini artificiali, posti in prossimità della sponda sinistra del fiume Cecina. Sono di proprietà del Comune di Cecina. Tre anni fa balzarono agli onori della cronaca in seguito ad una denuncia di Rifondazione che lanciava l’allarme inquinamento ritenendo che quei laghetti, come altri in zona Casagiustri, fossero stati utilizzati per smaltire rifiuti di ogni tipo. Indagini a proposito, non sono mai state fatte.

Nel frattempo attorno ai laghetti sono nate discariche a cielo aperto, poi bonificate. E gli stessi sono stati spesso oggetto di dibattito coi pescasportivi che - di fronte alla situazione di un fiume Cecina sempre più stressato da prelievi - hanno più volte chiesto di poter utilizzare altri bacini per la pratica dell’attività. Non è un caso che i pescasportivi cecinesi, da alcuni anni, eseguono le loro gare in Bocca d’Arno, costretti ad emigrare per “carenza di risorse”. La notizia di questi giorni è che con la delibera di giunta n. 133 l’amministrazione comunale ha definitivamente concesso l’utilizzazione di un’area in località “La Magona” alla Fips (federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee), in particolare alla sezione provinciale di Livorno. «La Fips - spiega il sindaco Stefano Benedetti - ha ricevuto un contributo dalla Provincia. Provvederà a sistemare l’area, realizzando delle postazioni». L’atto di indirizzo approvato dalla giunta il 25 settembre scorso, infatti, stabilisce alcune regole: innanzi tutto si indica che l’area richiesta ed assegnata alla federazione di pesca sportiva comprende un piccolo specchio lacustre oltre una fascia di terreno “infestata da cespugli, arbusti, sterpaglie che ne impediscono in gran parte l’accesso”.

Si ricorda che l’utilizzazione, nella particolarità della pesa sportiva, non deve costituire “attività modificativa del contesto territoriale interessato”. Lo scopo dell’assegnazione dei laghetti dovrebbe essere quello di “riavvicinare i pescatori, i ragazzi in età scolare e gli anziani alla pratica della pesca sportiva”. Tra gli obblighi della Fips (che potrebbe far gestire l’area all’associazione cecinese) quello di farsi carico della manutenzione dell’area, “realizzando a propria cura e a proprie spese delle postazioni fisse dedite alla pesca in numero non inferiore a 50, rese sicure e fruibili anche per i bambini in età scolastica». Nella delibera di giunta l’amministrazione comunale ammette che i pescasportivi locali sono impossibilitati a praticare l’attività sulle sponde del Cecina. E ricorda che fino ad oggi non sono state mai avanzate al Comune richieste per l’utilizzazione di tale area da parte di altri soggetti eventualmente interessati. Da qui la decisione di affidare l’area alla Fipsas sezione provinciale di Livorno.

Ora, il prossimo atto sarà quello della sottoscrizione della convenzione che regola i rapporti tra l’amministrazione comunale e i pescasportivi federali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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