Sicurezza
Gli ambulanti non danno alcuna noia
Spiacevolmente leggendo il Tirreno del 30 settembre, mi ritrovo a leggere l’ennesima protesta contro un mercato ambulante. Specifico subito che io sono una venditrice ambulante titolare di un banco...
Spiacevolmente leggendo il Tirreno del 30 settembre, mi ritrovo a leggere l’ennesima protesta contro un mercato ambulante.
Specifico subito che io sono una venditrice ambulante titolare di un banco che va avanti da tre generazioni e quindi so cosa vuol dire “vivere” di questo lavoro. Ecco ora mi domando, con tutte le cose ben più gravi della nostra società, è mai possibile fare polemica contro concittadini onesti che pagano fior fiore di tasse per poter lavorare? Che noia può mai dare una volta a settimana, mezza giornata, un mercato?
Caro signor Bargelli, che fa la sua protesta in merito al mercato del venerdì di Vada, lei forse non si rende conto cosa vuol dire spostare un mercato fuori dal centro e forse non si rende conto che le attività intorno ad un mercato ne beneficiano così tanto da essere gli stessi esercenti a richiederne la collocazione nei pressi delle proprie attività. Inoltre non ammetto che il mio lavoro venga definito “manifestazione ormai solo tradizione ma che hanno poco appeal, zero convenienza economica e non un reale riscontro qualitativo”.
Definizione veramente offensiva! Che purtroppo oggi il mercato sia stato denaturato dall’avvento dei molti, troppi cinesi, pakistani e altri con merce di scarso valore e a basso costo, questo è vero! Ma mi sembra rispecchi l’andamento di tutta la società. Nel mercato c’è ancora chi come me, come mio padre, come mia nonna, fa e faceva questo lavoro con cuore e serietà da anni.
Prima di parlare e protestare si dovrebbe sapere di cosa si parla e non sparare a zero senza cognizione di causa.
(Paola Giacco, venditrice ambulante di Cecina)
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