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Solvay, il futuro divide Scoppia la bagarre in consiglio comunale

Solvay, il futuro divide Scoppia la bagarre in consiglio comunale

Angeli presenta una mozione: «La politica non dà risposte» Tira e molla sul documento, che alla fine viene approvato

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ROSIGNANO. Quasi due ore di discussione, tra interventi e interruzioni, per trovare un accordo sul peso che lo stabilimento Solvay avrà in futuro sul territorio.

Il consiglio comunale “inciampa” quando la consigliera Maria Grazia Angeli (Pdl) presenta una mozione per chiedere a sindaco e giunta di esprimersi su quello che considerano il ruolo che l’industria locale dovrà avere sul territorio nel futuro.

La consigliera prende a spunto le parole pronunciate dal direttore dello stabilimento Davide Papavero durante un incontro agostano alla festa del Pd. «Risulta che con parole chiare - scrive Angeli - il direttore Solvay abbia affrontato decisamente l'argomento fabbrica, e senza mezze misure ha voluto capire se il territorio crede ancora nelle capacità Solvay. Ha detto tra l'altro, "che è il momento di guardarsi in faccia, di prendere decisioni».

Secondo Angeli «le domande poste dal direttore dello stabilimento, sono state accuratamente schivate e di risposte dalla parte politica non ne sono arrivate». Un’accusa che il sindaco e l’intero Pd non hanno accettato.

Ecco che appena Angeli ha terminato la lettura della mozione, il capogruppo dei democratici Francesco Fornai ha chiesto un’interruzione del consiglio. Una pausa durante la quale Fornai si è confrontato con Angeli, facendole presente la necessità di emendare la mozione, che evidentemente il Pd non sarebbe stato stato disposto a votare se avesse contenuto accuse di disinteresse verso il futuro occupazionale legato all’industria chimica.

La pausa si è protratta per oltre mezz’ora, ma al rientro in aula la vicenda sembrava risolta. Fornai ha spiegato di aver chiesto ad Angeli di eliminare alcuni capoversi della mozione, «in cui si davano giudizi di merito, in modo da poter procedere insieme nel lavoro avviato fin dall’inizio della legislatura. In questo modo ci mette nella condizione di votare l’ok».

L’accordo sembrava raggiunto, quando nel dibattito si è inserito anche il sindaco che ha voluto sottolineare come durante il faccia a faccia con Papavero citato dalla consigliera Pdl «non ho tirato fuori il Comune da alcuna responsabilità, ho detto anzi che per noi la presenza dell’industria (Solvay e altre) è fondamentale, specificando che se qualcuno oggi, in un momento di crisi, pensa di voler rinunciare al settore industriale, lo dicesse chiaramente».

Il primo cittadino ha poi sottolineato la necessità di far coesistere sul territorio «tante economie, al cui mantenimento dobbiamo lavorare». Certo senza perdere di vista l’ambiente. «Da soli come Comune - ha precisato - non ci tiriamo fuori le gambe, va fatto un gioco di squadra per risolvere il problema dei fanghi: c’è da capire se Solvay è in grado di raggiungere i quantitativi previsti dall’accordo di programma o se invece l’Italia riesce a recepire le direttive europee per questi scarichi che sono più ampie di quelle previste da noi».

Il sindaco, vista la necessità di una riflessione più ampia e condivisa, ha chiesto ad Angeli se fosse intenzionata a ritirare la mozione, impegnandosi anche a fare il punto con i sindacati e l’azienda. Ma la consigliera del Pdl non è tornata indietro, ha chiesto comunque che il consiglio comunale votasse la mozione, che (emendata) è stata approvata.

Anna Cecchini

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