Finanza
«Rinnovare programmi e politici»
Il renziano Parrini sprona gli iscritti Pd: «Congresso dal basso»
ROSIGNANO. «Le ultime elezioni ci hanno consegnato il peggior risultato elettorale dal secondo dopoguerra, per questo dobbiamo affrontare un importante rinnovamento sia nei programmi che nella classe dirigente». Con queste parole Dario Parrini, parlamentare nelle file del Pd e candidato renziano per la segreteria regionale, ha spronato ieri sera la platea del circolo Pasolini di Rosignano Solvay. Un intervento breve ma conciso, quello dell’onorevole del Partito Democratico, che ha toccato le ultime vicende politiche e tracciato una via per i congressi che domineranno la vita del partito nei prossimi mesi. «Berlusconi – ha affermato Parrini – si è rivelato il solito “caimano”, ha anteposto le proprie necessità a quelle del paese. In questo momento sono due le tappe fondamentali: legge di stabilità e riforma elettorale. Il Pdl non ha intenzione di cambiarla perché questa porterebbe ad un gruppo, seppur piccolo, di parlamentari fedeli al loro leader; il Movimento 5 Stelle, che non si è voluto assumere rischi e in Parlamento offre spettacoli pietosi, la userebbe come migliore prova dell’incapacità di cambiare la politica in Italia». Per Parrini è quanto mai importante dare una impronta diversa al proprio partito. «Negli altri paesi europei i grandi partiti attingono voti da ogni blocco di popolazione. Noi dobbiamo essere bravi a riconoscere i tanti blocchi in cui la nostra società è divisa e mostrarci come opportunità di cambiamento, fattori indispensabili saranno nuovi programmi e nuove persone nella classe dirigente. Forse si andrà a elezioni a primavera 2014, con un governo di scopo, forse nel 2015 o persino a novembre di quest’anno, se non ci sarà una marcia indietro del centrodestra come se gli avvenimenti di questi giorni fossero stati semplicemente uno scherzo. La cosa importante è far capire a tutti che il congresso che verrà avrà fondamento nei circoli territoriali, sarà formato grazie ad un percorso che ha inizio dalla base, e che ognuno avrà possibilità di dire la propria e partecipare attivamente alla vita del partito».
Daniele Meucci
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