Il Tirreno

RIFONDAZIONE SU PALAZZO FIORITO

Belcari: «Basta con le fidejussioni mai rispettate»

Belcari: «Basta con le fidejussioni mai rispettate»

CECINA. «Basta privatizzare i profitti e socializzare le perdite sui disagi, sull'ambiente e sulle tasche dei cittadini». Così scrive Renzo Belcari (Rifondazione comunista) che prende spunto dalla...

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CECINA. «Basta privatizzare i profitti e socializzare le perdite sui disagi, sull'ambiente e sulle tasche dei cittadini». Così scrive Renzo Belcari (Rifondazione comunista) che prende spunto dalla vicenda di Palazzo Fiorito.

«A Cecina - dice Belcari - da circa vent'anni quasi tutte le grandi opere non hanno pagato gli oneri di urbanizzazione, ma in cambio dovevano fare tutta una serie di opere pubbliche compensative. Quasi tutte le grandi opere sono nate e pomposamente magnificate da tante madri politiche, nelle varie campagne elettorali, dalla maggioranza attuale, in continuità con quelle passate. Infatti, sia il futuro ex sindaco Benedetti e il già ex sindaco Pacini sedevano dal lontanissimo 1985 (ventotto anni fa), nel consiglio comunale all'era dell'ex sindaco Cioni. Dopo il naufragio economico di quasi tutte le grandi opere, non si trova mai nemmeno un padre che faccia autocritica, o si scusi per i danni economici, sociali e ambientali arrecati ai cecinesi».

«Quello che fa stupire o scandalizzare - prosegue Belcari - è che con tutta questa trentennale esperienza amministrativa si è continuato a non vigilare e operare efficacemente, né a ottenere tempestivamente i soldi delle fidejussioni a suo tempo sottoscritte, per salvaguardare gli interessi del Comune e quindi dei cittadini. L'impressione è che anche recenti altre grandi opere, approvate con il solito meccanismo, corrano il rischio di creare disagi ai cittadini, senza la completezza delle opere compensative, e quindi con la possibilità che queste si debbano completare con le tasse dei cecinesi. Basta con le fidejussioni scritte sulla carta di formaggio unta, con magari società che poi evaporano. Ci piacerebbe sapere chi sono i responsabili di accordi sul non pagamento degli oneri di urbanizzazione; chi è il responsabile del controllo delle fidejussioni, anno dopo anno; chi decide di non perseguire immediatamente i costruttori, in caso di non rispetto degli accordi. Siamo difronte a incapacità, ingenuità o altro?».

«Chissà - conclude Belcari - se la Corte dei conti potesse indagare per verificare un eventuale danno erariale, perpetrato verso il Comune di Cecina , nel caso del non pagamento intero delle fidejussioni, o della non completa esecuzione dei lavori concordati, a fronte del non pagamento degli oneri di urbanizzazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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