Proteste
Il Comune a rischio di maxi-risarcimento per un esproprio
Per costruire via Filidei e il parco urbano della Bagnolese occupati i terreni della Edildoria, che ha fatto ricorso alTar
Il Comune espropria terreni per costruire una strada, ma sembra che non abbia avuto un consenso chiaro dai proprietari. E adesso è possibile che debba dare un maxi-risarcimento dalla società che in passato deteneva quegli spazi.
Servirà la verifica di un funzionario tecnico «munito di adeguata professionalità» per valutare se il Comune di Rosignano abbia risarcito con una somma adeguata la Edildoria srl di Livorno. L’esperto dovrà essere nominato dal presidente della Regione e dal quel giorno avrà tre mesi per consegnare la relazione. Lo ha stabilito il Tar regionale, il 10 luglio scorso, in base al ricorso presentato dalla società livornese contro l’amministrazione di Rosignano. La Edildoria ha chiesto al tribunale amministrativo l’annullamento del decreto dirigenziale n. 90/QU del 6 novembre 2007 che ha per oggetto "Acquisizione, ai sensi dell'art. 43 del D.P.R. 327/01, dei beni di proprietà della Edildoria srl, utilizzati per la realizzazione della sede stradale di via Filidei e del Parco Urbano a Rosignano Solvay". Nel documento l’ente quantifica un risarcimento di 112.942,79 euro in favore della società per il danno causato dall’esproprio di alcuni terreni (18.835 mq). Per la Edildoria quella proprietà valeva molto di più.
Per ricostruire la vicenda dobbiamo tornare al ’97, quando il Comune procedette all'occupazione d'urgenza di terreni di proprietà della Edildoria per la costruzione di una pista carrabile tra la zona artigianale e via Forlì. Nel febbraio del ’99 vennero occupati, sempre d’urgenza, altri terreni della società necessari alla realizzazione di un parco urbano in località Bagnolese. Ulteriori aree di Edildoria sono state interessate dalla realizzazione del completamento della viabilità per collegare "Le Morelline" a via Forlì. Alla fine, il Comune ha incamerato 18.835 mq dalla società. Questa è la ricostruzione delineata dalla difesa del Comune in tribunale. Nel pronunciamento, però, i giudici scrivono che «non trova adeguata conferma negli atti acquisiti al giudizio». Palazzo civico sostiene anche che avendo accettato « la quantificazione dell'indennità di esproprio (112.942,79 euro, ndr) e manifestato la disponibilità alla cessione bonaria delle aree, Edildoria ha perso il diritto a contestare i valori utilizzati per il calcolo delle somme spettanti». Per il Tar, invece, «l'unico impegno formale assunto dalla Edildoria, tramite il proprio legale, ha riguardato l'accettazione della proposta di cessione bonaria delle aree oggetto della prima occupazione d'urgenza e la relativa indennità (quelle del 1997, ndr)». Inoltre, per i terreni occupati nel ‘99 la società ha manifestato «solo la propria disponibilità ad arrivare ad un accordo». In sostanza, tra le parti mancherebbe un contratto formale di cessione. E anche sul risarcimento calcolato da palazzo civico il tribunale amministrativo vuole vederci chiaro. Infatti, «il valore deve essere determinato con riferimento alla data di adozione del provvedimento di acquisizione "sanante" (6/11/2007), che rappresenta il momento in cui la titolarità dei beni è stata definitivamente sottratta al proprietario», inoltre «la quantificazione del risarcimento deve comprendere anche il computo degli interessi moratori, a decorrere dal giorno in cui i terreni sono stati occupati senza titolo; sulla base degli scritti e della documentazione depositati in giudizio». Il funzionario di nomina regionale dovrà lavorare in questa direzione e presentare la stima regolare entro la prossima udienza (14 maggio 2014). «Dall'importo complessivo – conclude il collegio - dovrà essere detratta la somma di € 112.939,39 già corrisposta». Il che lascia immaginare che il Comune se la caverà con un esborso superiore rispetto alle previsioni iniziali.
Rino Bucci
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