Lutto
«Leggerezze da parte nostra, ma il sottosuolo era un disastro»
CECINA. Il mea culpa e qualche sassolino da togliersi dalla scarpa. Enrico Cerri, l’imprenditore che ha guidato la Cecina Futura srl, ammette che «da parte della società c’è stata un po’ troppa...
CECINA. Il mea culpa e qualche sassolino da togliersi dalla scarpa. Enrico Cerri, l’imprenditore che ha guidato la Cecina Futura srl, ammette che «da parte della società c’è stata un po’ troppa leggerezza. E alla fine sono stati spesi più soldi per colpa di tutti i disastri che abbiamo trovato sotto l’ex ospedale. Ci dovevamo fermare». In pratica, spiega l’imprenditore, il capitale per gli oneri di urbanizzazione è stato prosciugato a causa degli imprevisti nella costruzione di palazzo Fiorito. «La situazione era disastrosa – dice Cerri – per sostituire i tubi marci avremmo dovuto lasciare il centro senza luce, gas o acqua. Invece, abbiamo preferito non aprire procedure complesse e siamo andati avanti sobbarcandoci le spese». Alla fine, il conto è lievitato e l’azienda non è più riuscita ad onorare la convenzione. «Oggi, ci sono opere connesse alla lottizzazione di palazzo Fiorito che non sono riconosciute per il loro valore. I lavori eseguiti sono ben superiori rispetto agli impegni presi», sostiene Cerri. La Cecina Futura srl è in liquidazione ma l’imprenditore conferma che i liquidatori stanno trattando con le banche per tenere ancora in piedi la società e scongiurare il fallimento.
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