Il Tirreno

Solvay, esuberi tra gli impiegati

Assemblea infuocata sul piano di ristrutturazione. Lavoratori e Rsu: «Vogliamo garanzie di sviluppo»

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ROSIGNANO. I settanta esuberi annunciati dai vertici Solvay la scorsa settimana non riguarderanno solo gli operai, ma anche gli impiegati. Questa la prima certezza emersa nell’assemblea convocata ieri pomeriggio dalla Rsu per confrontarsi con i lavoratori sul piano dei tagli che lo stabilimento ha dichiarato di voler mettere in atto entro la fine del 2015. Un incontro partecipato, durante il quale sono emersi tutti i timori dei lavoratori riguardo al futuro dello stabilimento.

Esuberi anche nei servizi. Finora i vertici Solvay avevano parlato di tagli al personale in modo generalizzato, senza specificare i settori che sarebbero stati interessati. Ieri invece la Rsu, che nei giorni scorsi si è confrontata con la direzione, ha spiegato meglio come sarà organizzato il piano. «I tagli - dice Vallini - riguardano tutti i settori». Quindi non solo la produzione in sodiera, come invece sembrava evidente a inizio anno quando la direzione Solvay annunciò 60 esuberi spiegando che i tagli erano legati alla crisi del mercato della soda.

«I settanta posti di lavoro da tagliare - ha spiegato Vallini ai dipendenti - saranno per il 50% nell’ambito della produzione e per il 50% nei servizi collaterali, ossia i settori delle risorse umane, acquisti e logistica».

Evidente la preoccupazione dei lavoratori, che hanno chiesto ai rappresentanti sindacali di avere ulteriori chiarimenti su come i vertici dello stabilimento chimico intendono organizzare gli esuberi. «Ci hanno chiesto di capire - dice Vallini - come questi tagli andranno a influire sui vari servizi».

Ieri pomeriggio a fronteggiare i dipendenti nei locali bagni officina, area dove tradizionalmente si svolgono le assemblee dei lavoratori, c’era la Rsu al completo e anche l’esecutivo con i responsabili dei vari settori produttivi. «È stata un’assemblea accesa - sottolinea Vallini -, abbiamo spiegato che cercheremo di fare in modo che gli esuberi siano il più indolori possibile. Ci sono persone che naturalmente arriveranno alla pensione, e per altre chiederemo forme di accompagnamento a fine carriera».

Garanzie di sviluppo. I dipendenti dello stabilimento hanno chiesto di avere chiarimenti sul futuro della presenza Solvay a Rosignano. Chiarimenti che ancora non hanno avuto neppure i rappresentanti sindacali. «Vogliono sapere - prosegue Vallini - cosa avverrà di questo stabilimento. L’azienda deve darci garanzie di sviluppo, sennò la fabbrica rischia di spegnersi lentamente come una candela». In realtà neppure le Rsu sono state informate in modo dettagliato sul piano investimenti da 5,3 milioni di euro che Solvay ha annunciato di voler mettere in atto entro due anni per rendere maggiormente competitivo lo stabilimento locale. «Non ci hanno detto molto - dice Vallini - infatti la prossima settimana abbiamo in programma una serie di incontri per capire come intendono garantire un futuro alla fabbrica». Incontri durante i quali i sindacati premeranno per chiedere «la conferma dei contratti a termine di giovani che operano in fabbrica».

Certezze su sale e fanghi. Secondo sindacati e dipendenti molto del futuro dello stabilimento di via Piave dipende dall’esito di alcune partite, anche politiche, che ha in ballo il colosso Solvay. Prima fra tutte quella relativa alla concessione del sale e quella riguardante l’accordo di programma sulle quantità di solidi sospesi da poter immettere in mare. «Sono accordi importanti - dice Vallini - da cui dipende il futuro dello stabilimento».

Le prossime assemblee. Mercoledì prossimo, 2 ottobre, la Rsu ha in programma di incontrare anche i lavoratori Solvay di Ponteginori e San Carlo. E poi, dopo il confronto con i vertici di via Piave, tra un mese è in calendario una nuova assemblea con i lavoratori per fare il punto su tagli e piano investimenti.

Anna Cecchini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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