Il Tirreno

«Sei stato una roccia» Lacrime e silenzio ai funerali di Giorgio

«Sei stato una roccia» Lacrime e silenzio ai funerali di Giorgio

L’ultimo saluto della compagna in una chiesa gremita mentre è ancora da chiarire la dinamica dell’incidente

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CECINA. Con poche semplici parole, don Candido ha ricordato ieri in Sant’Andrea a Marina Giorgio Ghezzani, deceduto martedì mattina nell’incidente stradale vicino al ponte del Tripesce.

Poco dopo le nove la chiesa era già piena, perché Giorgio era conosciuto e benvoluto da tutti, dai colleghi e dagli amici con cui trascorreva momenti piacevoli.

Il parroco, che insieme al missionario della comunità Shalom Francesco ha officiato la messa, lo ha ricordato come una persona semplice, dedito alla famiglia e al lavoro, altruista e generoso. Un esempio da seguire.

L’arpista Chiara Pieve dell’istituto musicale Boccherini, un omaggio dell’impresa funebre Santini, ha sottolineato con brevi pezzi alcuni toccanti momenti.

Giorgio, ha sottolineato don Candido dopo la lettura dei testi sacri, aveva compiuto un percorso di fede. Chi lo frequentava e lo apprezzava lo ha salutato per l’ultima volta sopportando a fatica il dolore immenso legato alla sua scomparsa, mitigata però dal ricordo, vivo, della sua persona.

«Sei stato una roccia», ha detto la compagna pronunciando parole a voce bassa poco prima che la funzione finisse.

In molti, del resto, non riescono ancora a spiegarsi come l’incidente sia successo. Sì, perché Ghezzani, come ogni giorno, era uscito di casa per recarsi al lavoro a Rosignano, e percorreva in scooter l’Aurelia. Dopo avere oltrepassato il ristorante “la Cicala che ride” a Palazzi, si è scontrato con una macchina – la dinamica è ancora da chiarire – che voleva immettersi in una strada laterale a 200 metri dal ponte del Tripesce.

L’impatto è stato fatale, Giorgio Ghezzani è morto in pochi minuti nonostante i tempestivi soccorsi della Pubblica assistenza di Cecina.

Al termine della messa i colleghi, gli amici e i familiari sono usciti dalla chiesa e hanno atteso il feretro in silenzio. Un minuto di riflessione, solo il tempo di fissare l’ultima immagine prima di dirigersi verso il cimitero. Hanno deciso di ricordare Giorgio così, mano nella mano, con gli occhi fissi nel vuoto. Non dimenticheranno mai i suoi modi gentili e la sua disponibilità. Lavorava come informatico con Ineos dopo l’esperienza in Solvay, e da tutti era amato.

Michele Falorni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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