Attenzione
Niente soldi per l’Ipsia? Ci pensano prof e studenti
Riciclati 13 tecnigrafi inutilizzati, i ragazzi hanno imbiancato aule e laboratori Quasi pronta la sala progettazione, ok l’officina e la sala riunioni dei docenti
ROSIGNANO. Aule e laboratori sempre più fatiscenti. Finanziamenti che tardano ad arrivare mentre i ragazzi, anno dopo anno, terminano il loro percorso di studi. É una situazione ai limiti della decenza quella dove studenti e professori sono costretti ogni mattina a trascorrere molte ore. Stiamo parlando dell'Ipsia, «il parente povero» -come lo ha definito il docente Stefano Frosini- degli altri due istituti di Rosignano, ossia dell'Iti e dell'Alberghiero. E così Frosini, in una mattina di fine agosto, parlando con una collega, ebbe l'idea di trasportare 13 tecnigrafi inutilizzati, donati da un'azienda di Rosignano e tenuti chiusi in un'aula dell'Iti, nel proprio istituto scolastico. Due furgoncini e alunni entusiasti bastarono a trasportarli tutti in una sola giornata. «Con i miei compagni -racconta Federico Fontanelli della Vª B- stiamo terminando la sala progettazione, un'aula nella quale utilizzeremo sia i tecnigrafi che i computer. In questi giorni stiamo riverniciando le pareti e la porta con le tinte disponibili, sistemando scrivanie prima inutilizzate, saldando sedie e panchetti... Miglioriamo insomma l'aspetto di un'aula nella quale passiamo molte ore. Un ambiente nel quale lavoriamo ogni mattina, dove abbiamo deciso di appendere delle lamiere forate, recuperate dall'officina della scuola e tagliate a forma di impianti sia per abbellire le pareti che per appendervi gli oggetti che poi andremo a disegnare».
L'entusiasmo per questo progetto si legge nei loro volti. «Il nostro scopo -racconta Frosini- è di rendere la sede distaccata più autonoma e decorosa possibile. Non possiamo più stare fermi ad aspettare ma dobbiamo muoverci».
Oltre alla sala progettazioni, il “restyling scolastico” realizzato senza soldi ha incluso anche l'officina al piano terra nella quale stanno dando più decoro sia alla sala manutenzioni che a quella d'impianti. Non solo, i ragazzi delle quinte A e B hanno trasformato una stanza utilizzata prima come magazzino in una sala riunioni per docenti. «Il nostro intento - dice la responsabile di sede Donatella Casarosa- è quello di aiutare i ragazzi a inserirsi nel mondo del lavoro con entusiasmo e professionalità». «Vogliamo cambiare il loro approccio alla scuola - conclude Frosini- sperimentando attività nuove, e purtroppo necessarie come in questo caso, improntate all'approccio pratico che servano per stimolarli e per migliorare il loro interesse».
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