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Esuberi Solvay, assemblea dei lavoratori

Esuberi Solvay, assemblea dei lavoratori

Ecco il primo confronto tra sindacati e dipendenti sul piano di interventi, che prevede di tagliare 70 posti di lavoro

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ROSIGNANO. Prima verifica per il piano di riorganizzazione ufficializzato nei giorni scorsi dallo stabilimento Solvay. Un progetto che annuncia oltre cinque milioni di investimenti per l’impianto rosignanese, ma parla senza mezzi termini di tagli: l’azienda ha infatti annunciato settanta esuberi.

Nel primo pomeriggio di giovedì è in programma l’assemblea della Rsu con i lavoratori, ai quali i rappresentanti sindacali dovranno dare chiarimenti sul progetto di riorganizzazione dello stabilimento locale.

Un incontro importante, il primo dopo che i vertici dell’industria chimica la scorsa settimana hanno reso noto il pacchetto di interventi per rendere competitiva la sodiera di Rosignano. L’assemblea dovrà valutare il piano proposto da Solvay, provando a capire come nel futuro prenderanno corpo i tagli al personale.

Che lo stabilimento chimico locale avesse intenzione di ridurre il numero dei dipendenti era chiaro sin dallo scorso gennaio, quando i sindacati avevano firmato un accordo che prevedeva l’uscita di sessanta persone. Che questi non fossero i numeri finali lo aveva annunciato a luglio il neodirettore Davide Papavero, spiegando senza tanti giri di parole che i tagli sarebbero stati più pesanti. Anche perché l’ormai nota crisi del mercato della soda ha addirittura portato il gruppo belga a decidere di chiudere lo stabilimento in Portogallo. Non solo, dato che in Europa il mercato non va bene anche per l’immissione di soda naturale turca, i vertici Solvay hanno addirittura deciso - come annunciato dal direttore Papavero la scorsa estate - di limitare la produzione dell’impianto di Rosignano a 600mila tonnellate annue benchè la capacità sia di 900mila.

Nei giorni scorsi i numeri ufficiali del piano, numero che portano a una forte riduzione del personale: settanta esuberi entro la fine del 2015. Solvay ha chiarito che per lo stabilimento di Rosignano, dopo un’accurata fase di analisi, «sono state individuate iniziative specifiche che produrranno, a regime, un risparmio di costi fissi e variabili quantificabile in 20 milioni di euro per anno». Risparmio che evidentemente porterà a settanta esuberi, nei quali rientrano - ha voluto precisare l’azienda - anche i sessanta annunciati l’inverno scorso.

Per rendere competitiva la fabbrica locale, l’azienda ha comunque annunciato investimenti straordinari specifici per un valore di 5,3 milioni di euro. Il tutto, taglio dei dipendenti e investimenti, dovrà essere attuato entro i prossimi due anni.

E se da un lato nei giorni scorsi l’azienda ha voluto sottolineare l’intenzione di voler recuperare la competitività della sodiera di Rosignano, contemporaneamente non ha negato che il piano di ristrutturazione non esclude l’eventuale ricordo all’utilizzo di ammortizzatori sociale.

Domani tra le 14 e le 14,30 il primo faccia a faccia tra sindacati e dipendenti. L’appuntamento per il confronto è all’interno dello stabilimento, nei locali dei bagni officina. La Rsu, che nei giorni scorsi - dopo l’annuncio ufficiale del piano - ha chiesto un confronto più dettagliato con l’azienda, dovrà fornire chiarimenti sul percorso delineato dai vertici Solvay.

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