Finanza
Cuochi e camerieri da Rosignano a Berlino
Quattro studenti dell’Alberghiero raccontano il loro stage in Germania «Turni pianificati e grande efficienza, sogniamo un futuro nella ristorazione»
ROSIGNANO. A distanza di tre mesi dal rientro ne parlano ancora emozionati e soddisfatti. Quattro ragazzi dell'Istituto alberghiero di Rosignano lo scorso giugno hanno avuto un'occasione unica, quella di affrontare uno stage lavorativo di un mese presso un albergo nel centro di Berlino. Un'esperienza che li ha portati lontani dalle loro case per la prima volta e che è servita loro a crescere, sia professionalmente che umanamente.
Arrivati nella grande metropoli, dopo i primi giorni di smarrimento, dovuti anche alla difficoltà nella lingua, non si sono lasciati prendere dallo sconforto.
Tre ragazzi e una ragazza dell'attuale V°B ristorazione dell'alberghiero che hanno assaporato il sapore dell'autonomia e della vita in una grande città, desiderosi di poter ripetere l'esperienza quanto prima. Merito della loro insegnante di tedesco Scilla Corrao che ha fatto in modo che il loro viaggio divenisse realtà, «non è stato facile -ha detto- perché ho dovuto sbrigare da sola tutta la parte organizzativa e prima di trovare due alberghi con i quali stipulare le convenzioni ne ho dovuti contattare ben 104 ma sono contenta di aver portato il progetto fino in fondo, sperando di proporlo anche per il nuovo anno scolastico perché è importante che i ragazzi capiscano la grandezza del mondo attraverso il viaggio».
Molti i vantaggi nello svolgere uno stage in una capitale europea piuttosto che in Italia. «A Berlino sono molto organizzati e nonostante la loro rigidità, sono stati gentili e disponibili con noi. A differenza degli stage italiani -racconta Arianna Barbini- negli alberghi tedeschi ti danno la possibilità di cimentarti in tutti e quattro i reparti, ossia sala, ristorazione, housekeeping e ricevimento. I turni sono ben pianificati e tutti lavorano lo stesso numero di ore a differenza dei lavori stagionali dove spesso sei costretto a turni troppo lunghi e stressanti».
Il loro sogno è quello della ristorazione, motivo per cui studiano e praticano per diventare futuri cuochi e camerieri. «A differenza di molte realtà, nell'hotel nel quale abbiamo svolto lo stage, ossia il “Park Inn by Raddisson”- ci raccontano Giordano Granelli e Daniele Camporeggi - ci siamo confrontati con molti ragazzi giovani come lo chef che era un ragazzo italo- tedesco di soli 24 anni». Nelle quattro settimane, durante le quali hanno lavorato otto ore al giorno per cinque giorni, si sono tutti e quattro messi alla prova in più mansioni. «Io e Arianna -racconta Pietro Bianco- abbiamo avuto la fortuna di praticare lo stage all'Hotel Albrechtshof in pieno centro a Berlino con l'alloggio gratuito in un appartamento tutto per noi. Un sogno ad occhi aperti e un'adrenalina nei primi momenti difficile da spiegare a parole, specie per me che sono arrivato a Berlino da Castellina».
L'impatto con la grande città è stato forte ma lo hanno saputo affrontare al meglio, acquisendo nozioni importanti per i loro futuri mestieri e instaurando rapporti con i colleghi di lavoro, ragazzi provenienti da molte nazioni, che «non hanno la cultura della famiglia come in Italia per cui riescono a destreggiarsi meglio - racconta l'insegnante - e che spesso provengono da scuole alberghiere d'eccellenza».
Elisa Pastore
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