Il Tirreno

Comune messo alle strette dal dossier degli ispettori

L’amministrazione ha tempo fino al termine di ottobre per le controdeduzioni: in caso di risposte inadeguate il ministero spedirà tutto alla Corte dei conti

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CECINA. Infrazioni nell'organizzazione del personale, il Comune di Cecina rischia di finire nel mirino della Corte dei conti. Ricordate l'accertamento che gli ispettori del ministero dell'Economia avevano fatto negli uffici di palazzo civico tra dicembre e gennaio? Non se n'era saputo più niente, quasi si fosse trattato di una visita di cortesia. La realtà è diversa. Gli uomini del IV settore del Sifip (servizi ispettivi finanza pubblica) hanno compilato una corposa relazione (85 pagine) rilevando una decina di infrazioni, quasi tutte relative alla gestione del personale. Il dettaglio delle contestazioni non è noto, ma si parla di errori e inadempienze nella determinazione del fondo per la produttività, nell'iscrizione all'anagrafe delle prestazioni, nelle progressioni verticali di dipendenti e dirigenti e altro ancora. Tra giugno e luglio una copia della relazione è stata inviata al Comune, un'altra alla Corte dei conti.

L'iter. La procedura segue un preciso iter e al momento siamo nella cosiddetta prima trattazione. L'amministrazione comunale, in pratica, ha facoltà di difendersi, rispondendo per iscritto alle osservazioni fatte dagli ispettori. Se le controdeduzioni del Comune saranno convincenti, la Ragioneria dello Stato chiuderà la questione e il caso verrà archiviato. In caso contrario, la palla passerà alla Corte dei conti. «Ad agosto abbiamo ricevuto una risposta interlocutoria da parte del Comune di Cecina - spiegano da Roma- Hanno chiesto 90 giorni di tempo per esaminare a fondo la relazione degli ispettori, che in effetti è piuttosto articolata, e fornire risposte». Il termine ultimo che il Comune deve rispettare per presentare la propria difesa scade alla fine di ottobre.

Le sanzioni. Se venisse confermata l'errata o mancata applicazione di alcune norme si potrebbe configurare un danno all'erario, con responsabilità amministrative e contabili di rilievo. A quel punto le persone coinvolte potrebbero essere chiamate a risarcire direttamente il danno. A stabilire se l'eventuale colpa sarà grave o lieve, di natura dolosa o frutto di una semplice disattenzione, saranno i giudici della Corte, che prima dovranno attendere che lo scambio di corrispondenze tra il ministero e il Comune si concluda. A quel punto, se tutti i rilievi mossi dagli ispettori non saranno venuti meno, esamineranno il fascicolo. Già in questa prima fase, comunque, alla Corte dei conti è stata recapitata la relazione degli ispettori.

Le infrazioni più frequenti. Il IV settore Sifip, capitanato dalla dottoressa Ersilia Militano, si occupa in particolare di fare verifiche mirate in tutta Italia sull'organizzazione del personale delle pubbliche amministrazioni, sulle consulenze, sull'iscrizione all'anagrafe delle prestazioni. «Noi guardiamo tutto - spiegano dalla Ragioneria generale dello Stato - Quando facciamo un'ispezione verifichiamo che sia rispettata l'obbligatorietà dell'invio e dell'iscrizione degli incarichi presso l'anagrafe delle prestazioni. Spesso, inoltre, ci capita di riscontrare errori nella determinazione del fondo integrativo di dipendenti e dirigenti: in pratica, si destinano al fondo legato alle performance risorse che invece dovrebbero rimanere iscritte nel bilancio dell'ente. C'è poi la questione delle progressioni verticali: una norma stabilisce che gli avanzamenti di carriera avvengano per concorso pubblico e limita le quote da destinare al personale interno».

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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