Il Tirreno

Solvay annuncia 70 esuberi in 2 anni

di Andrea Rocchi
Solvay annuncia 70 esuberi in 2 anni

Un piano per abbattere 20 milioni di costi, con 5,3 di investimenti. Le partite aperte di sale, acqua e scarichi a mare

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. La crisi del mercato dell’auto, la concorrenza della soda turca, un impianto vecchio che marcia a ritmi ridotti (sulle 2000 tonnellate giorno), col bicarbonato che ancora tira, ma non basta. A giugno il Gruppo Solvay ha annunciato un piano per restare leader mondiale nella produzione del carbonato di sodio. In sostanza: taglio dei costi nei 7 stabilimenti europei, chiusura del sito di Povoa, in Portogallo, per mesi in drammatico ballottaggio con Rosignano. Oggi Solvay è in grado di ufficializzare il piano per via Piave, con 3 numeri fondamentali: il risparmio dei costi (fissi e variabili) stimato in 20 milioni l’anno con una redditività - si dice - “che dovrebbe cominciare a migliorare già dal 2014”. Gli investimenti, quantificabili in 5,3 milioni l’anno (si parla di investimenti “straordinari specifici”). Il personale: Solvay quantifica 70 esuberi in 2 anni, ma sostiene che al suo interno vanno ricompresi i 65 esuberi già previsti nell’accordo coi sindacati del gennaio 2013.

I numeri dicono tanto e poco: danno un’idea della portata del piano, ma sui contenuti, sul tipo di investimenti da effettuare sugli impianti, sull’organizzazione del ciclo di produzione in sodiera, c’è bisogno di maggiore chiarezza. Non a caso, in una nota diramata ieri dalla direzione di Solvay, si spiega: «La modalità e i tempi di attuazione saranno oggetto di approfondita analisi e condivisione con le parti sociali». Perché è ovvio che direzione e sindacati dovranno incontrarsi, perché il piano deve essere approfondito nei dettagli e nelle modalità di applicazione. A partire dal nodo del personale. Come saranno gestiti i 70 esuberi? Nella nota di ieri si spiega: «Solvay conferma il proprio impegno a perseguire tutte le strade possibili per limitare al minimo l’impatto sociale derivante da questo piano di ristrutturazione, dando la priorità ai ricollocamenti , alla mobilità interna, ai pensionamenti, non escludendo l’eventuale ricorso all’utilizzo di ammortizzatori sociali». Insomma, se è positivo che non ci saranno licenziamenti, lo spettro della cassa integrazione non è del tutto scongiurato. Anche se, da quanto filtra da indiscrezioni, potrebbe essere usata alla fine del piano.

Sul piano della produzione era stato lo stesso direttore Davide Papavero ad annunciare una limitazione nella produzione della sodiera (da 900 a 650mila tonnellate annue) per rcuperare competitività anche attraverso investimenti.

Ma Solvay ha ripetuto in più di un’occasione che l’obiettivo del recupero della competitività sul mercato del carbonato di sodio non può prescindere da alcune partite aperte e delicate. E lo ha riconfermato nella nota di ieri, in conclusione, quando afferma: «Tutti gli interventi pianificati mirano a recuperare la competitività della sodiera di Rosignano per consolidareun patrimonio industriale centenario nella corrente difficile situazione di mercato del carbonato di sodio.E’ importante ricordare, tuttavia, che il recupero della competitività dello Stabilimento di Rosignano necessitaanche di una rapida soluzione di altre criticità quali le concessioni del sale, i solidi sospesi a mare,l’approvvigionamento delle acque e la disponibilità di energia a basso costo. Insomma: sale, scarichi a mare, acqua e energia. Questioni sulle quali sono aperti tavoli in Regione e al Ministero dell’Ambiente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa