Il Tirreno

Affitto con riscatto, l’ultima carta

di Rino Bucci
Affitto con riscatto, l’ultima carta

Crollano i mutui per le case e allora prendono forma formule alternative all’acquisto diretto

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CECINA. Il numero dei mutui erogati alle famiglie, in particolar modo alle giovani coppie, da parte delle banche ha subìto un tracollo vertiginoso dal 2008 a questa parte. Di anno in anno l’accesso al credito si è quasi dimezzato. Ecco allora che hanno iniziato a prendere forma pacchetti e formule di acquisto alternative per attirare l’acquirente e agevolare il costruttore. L’ultima frontiera si chiama “affitto con riscatto” e in pratica consente all’interessato (previa caparra) di restare in affitto nell’appartamento per un numero di anni da concordare. Scaduto il tempo pattuito (di solito non più di tre anni) si va al rogito e il totale versato per la locazione viene decurtato dal prezzo finale (insieme alla caparra). A conti fatti, si può evitare il mutuo all’inizio ma poi il salasso arriva tutto insieme, un po’ come accade con i leasing per le auto.

In città. Anche a Cecina, questa forma d’acquisto ha iniziato a prendere piede. Basta percorrere la 206 per notare il cartello che annuncia la costruzione di un nuovo complesso residenziale in località Terriccio (25 appartamenti). Le case vengono vendute proprio tramite affitto concordato. «Si tratta di un tentativo per agevolare la vendita – dicono dalla Foceuno Srl, la ditta che ha in mano i lavori – in questo modo concediamo tempo agli interessati che in un anno e mezzo, previa caparra, si insediano nell’appartamento e possono magari vendere le proprietà che hanno o ottenere un mutuo per concludere l’acquisto».

Primi tentativi. In città non ci sono ancora molti costruttori che si affidano a questa formula, i primi tentativi si sono registrati proprio di recente. «Non sono più di tre, forse quattro – dice Francesco Musotto – gli imprenditori che hanno scelto l’affitto concordato anche perché, in alcuni casi, può comportare dei rischi». Su tutti la possibilità che l’inquilino a tempo diventi moroso e non ne voglia più saperne di uscire dall’appartamento. In quel caso, parte la procedura di sfratto con tutte le lungaggini che ne conseguono. Per questo diventa condizione sine qua non la caparra iniziale. Che di solito si aggira sul 15 per cento del prezzo totale per l’acquisto e alla quale i costruttori non voglio rinunciare.

«Sono disposto a concedere l’appartamento a titolo gratuito per un anno, ma non a rinunciare alla caparra», ci confida il titolare di una ditta. Uno dei primi imprenditori a portare l’affitto con riscatto è stato Angelo Carbone, con gli appartamenti ai Gorili. «Oggi tutti tentano questa strada – dice – certo è che l’acquirente ha un vantaggio immediato, almeno fino al rogito, e anche il costruttore inizia a incamerare da subito. E' una garanzia di ricevere qualcosa subito, in questo momento di crisi».

Settore in crisi. Il comparto edile è in grave difficoltà, le ultime cifre messe a disposizione dalla Cassa edile, per la Bassa val di Cecina, parlano di un’azienda sparita ogni quattro dal 2008 a oggi e di una riduzione del 41 per cento sulle ore lavorate. Con il monte ore di cassa integrazione passato da 45mila a 182mila ore negli ultimi quattro anni. «Esperienze tipo l’affitto con riscatto – dice Sirio Grassi, presidente Associazione piccoli proprietari immobiliari – cercano di garantire capitale immediato sia ai costruttori che incamerano soldi sia agli acquirenti che entrano nella disponibilità dell’immobile. Purtroppo, però, queste offerte non riescono in alcun modo a calmierare i prezzi immobiliari. E anzi, a volte gli affitti proposti sono almeno di un 10 per cento sopra i valori di mercato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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