Il Tirreno

Mareggiata, danni a Marina Il tubone in balia delle onde

Mareggiata, danni a Marina Il tubone in balia delle onde

La conduttura per il ripascimento è finita prima contro i Bagni Aurora, poi in acqua In settimana verrà smontata e spostata sull’arenile dagli operai della Coveco

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CECINA. Altra mareggiata e altri danni alla spiaggia di Marina: stavolta il tubone usato per il ripascimento non solo è stato dissotterrato dalle onde ma addirittura è finito in mezzo al mare. Ormai il copione è noto: basta un po' di bufera sul litorale, una bella libecciata e i danni a stabilimenti e campeggi si moltiplicano. E così ogni volta si rinnova lotta senza fine degli operatori balneari contro la forza del mare in burrasca.

Stavolta però c’è stato anche il colpo di scena: «Stamattina (ieri per chi legge) per una mezz’ora il tubone ha sbattuto contro la parete esterna dello stabilimento – spiega Mario Cavallini, dei Bagni Aurora – Per fortuna poi si è allontanato ed è finito in mare. Altrimenti sarebbero stati guai seri per la mia struttura».

Mentre Cavallini parla il mare bussa alle finestre dello stabilimento: i vetri resistono (ma non si sa per quanto ancora), mentre le pareti sono puntellate con delle travi di legno. Sul pavimento, invece, ci sono cinque centimetri d’acqua. «Ogni volta è la stessa storia – racconta il titolare del bagno – La scorsa settimana la mareggiata aveva riportato in superficie il tubone per un tratto di circa 100 metri. Gli operai della Coveco sono venuti e lo hanno risistemato sotto 50 centimetri di sabbia. Ma è servito a poco, stavolta il mare lo ha proprio dissotterrato e se l’è portato in mare. Ora non so cosa succederà: ho già fatto presente la situazione. E pensare che fino alla fine del mese ho dei clienti. Se ho chiesto un intervento? Certo, i dipendenti della Coveco sono venuti anche ieri, ma finché c’è il mare grosso non possono intervenire. Anche perché il tubone, sbattuto qua e là dalle onde, è pericoloso».

Dalla Provincia, il soggetto che ha appaltato i lavori anti-erosione, fanno sapere che non appena il maltempo sarà cessato la parte di tubone emersa verrà smontata e le condutture saranno accatastate nella vicina spiaggia libera in attesa di essere risistemate per il via al ripascimento. Il tubone era stato sistemato lungo l’arenile lo scorso aprile: è servito (e servirà di nuovo) per portare la sabbia dal porto-canale nelle zone in cui deve essere effettuato il ripascimento, nei tratti compresi tra un pennello e l’altro. Il condotto è lungo circa un chilometro e 300 metri, è di metallo è ha un diametro di circa 50 centimetri. Una volta terminati i lavori, era stato interrata sulla spiaggia per consentire agli stabilimenti di dare il via alla stagione balneare.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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