Il dolore
L’aula giudiziaria occupata per protesta
Manifestazione simbolica di giunta e consiglieri in tribunale: la partita della sede e quella (aperta) del giudice di pace
CECINA. Un’ occupazione simbolica, perché ormai il colpo mortale al “tribunalino” di Cecina era stato inferto dal decreto Severino sul riordino della Giustizia. Però gli amministratori e i consiglieri comunali cecinesi hanno voluto esserci lo stesso. E con loro alcuni rappresentanti di partiti (c’era il segretario comunale del Pd Roventini), accompagnati da avvocati cecinesi in prima linea contro la chiusura della sezione distaccata, ma anche semplici cittadini.Un gesto simbolico, dicevamo, quello degli assessori Lia Burgalassi e Enrico Pieraccini, dei consiglieri comunali Francesco Villani, Luciano Balati, Nicola Imbroglia, Sabrina Giannini, del presidente del consiglio comunale. Mentre nelle cancellerie e nelle aule degli archivi il personale eseguiva le operazioni di “impacchettamento” per il trasloco in via De Larderel, nell’aula giudiziaria dove campeggiano i due cartelli (La legge è uguale per tutti” e “La giustizia è amministrata nel nome del popolo”) si prendeva atto della fine del tribunale cecinese. Nonostante l’azione degli avvocati del Foro livornese, nonostante le lettere inviate dal sindaco ai ministri e gli ordini del giorno sottoscritti dal consiglio comunale, da ieri la sezione staccata di Cecina ha concluso la propria attività. Fra le polemiche visto che tutti, qui, hanno contestato il presunto risparmio dell’accorpamento, di una sezione con numeri buoni (cause eseguite in tempi accettabili e livelli di produzione del personale), di un edificio efficiente e moderno, peraltro di proprietà comunale, di un bacino di cittadini serviti che va oltre alla Bassa Val di Cecina.
Si è parlato anche della futura destinazione dell’immobile. Qualcuno ha ventilato anche l’ipotesi che si potessero svolgere qui le udienze dei consigli comunali in attesa che si chiuda la telenovela del restauro del Palacongressi. «Si è trattato solo di un pour parler - ha però precisato l’assessore alle politiche sociali Lia Burgalassi - , sulla destinazione d’uso dell’edificio si devono fare valutazioni. E soprattutto vanno definite le situazioni contrattuali». L’immobile è infatti in comodato d’uso al Ministero della Giustizia e dovrà tornare, con precisi atti, nella disponibilità dell’amministrazione comunale. In passato si era ipotizzato anche di un interessamento della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, per allestire qui le sedi operative. Ma il discorso - hanno detto ieri gli amministratori - è prematuro. Semmai è aperta la partita delo giudice di pace. «Ci auguriamo che almeno questa attività venga mantenuta», hanno detto gli assessori. Una partita, questa, tutt’altro che chiusa.
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