Il Tirreno

Monte Canneto, nuovo stop al parco eolico

Monte Canneto, nuovo stop al parco eolico

Il progetto di Enel Green Power non ha superato la Via. È la quarta bocciatura

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MONTEVERDI. Niente aerogeneratori su Monte Canneto. La Regione ha bocciato il progetto del parco eolico nel comune di Monteverdi presentato da Enel Green Power spa. Il piano, che prevedeva l’installazione di cinque aerogeneratori di potenza unitaria massima 2,3 Mw (in tutto 11,5 Mw) non ha superato la procedura di Valutazione d’impatto ambientale (Via) ed è stato rispedito al mittente. A conti fatti è l’ennesimo ping pong tra Regione ed Enel Green Power se si considera che questo è il quarto progetto di parco eolico (sul medesimo territorio) che arriva sulle scrivanie fiorentine. Come in una partita a dadi dal 2008 a questa parte si sono alternati numeri su numeri: nel primo piano “Monte Canneto – Poggio Ricciardo” erano previsti nove aerogeneratori con potenza minimale di 2 Mw per un totale di 18 Mw e non se n’è fatto di nulla. Passa un anno e, nel 2009, viene proposto un altro piano. Stavolta le pale sono 15 per una potenza unitaria sempre di 2 Mw ma si prevede che gli aerogeneratori vengano spalmati sia sul territorio di Monteverdi che su quello di Pomarance. Quest’ultimo comune si oppone e di brutto, e alla fine arriva anche il parere «interlocutorio negativo» della Regione. Enel Green Power non invia la documentazione integrativa alla richiesta del marzo 2010. Arriva il 2011 e, nel gennaio, Enel Green Power ripresenta istanza di procedura di Via: stavolta il progetto prevede sette aerogeneratori ma di potenza maggiore (2,3 Mw l’uno) in località Canneto. La stessa società energetica dopo cinque mesi ritira tutto per la «necessità di apportare modifiche sostanziali». Le pale continua a scendere: l’ultimo piano – quello bocciato in sede di Via a luglio – contempla cinque aerogeneratori da 2,3 Mw l’uno a un’altitudine tra i 400 e i 500 metri su monte Canneto (Ag1 e Ag2) e altri due sul crinale che da poggio Ricciardo corre fino a poggio Badia, in pratica sulla linea di confine con Pomarance. Enel Green Power inizia la campagna d’informazione (prevista dalla normativa) sugli organi di stampa e versa 11.478 euro del costo delle opere che si aggirano sui 20 milioni e 970mila euro. Il progetto in sede di Via incassa 16 osservazioni (tra associazioni e privati cittadini). Il grosso dell’opposizione viene dal mondo venatorio e il suo indotto (tra cui attività di ristorazione per cacciatori) che vedono nella realizzazione dell’impianto possibili danni. L’altra nota dolente riguarda «il fronte franoso di monte Canneto» su cui verrebbero costruite le pale. Sul mancato rilascio della Via hanno influito varie motivazioni: gli impatti negativi sugli aspetti naturalistici evidenziati da cacciatori e associazioni. Ma ci sono ragioni anche di natura inquinante, visti i «non adeguati benefici ambientali in termini di emissioni di CO2 da fonti fossili evitate». Poi, il rumore per cui «il proponente non ha individuato adeguate misure di mitigazione». Infine, la viabilità per raggiungere l’impianto visto che «il tracciato scelto per la viabilità di nuova realizzazione per arrivare agli aerogeneratori 3 e 5 non è giustificato da esigenze tecniche e costituisce un’alternativa di tracciato più impattante rispetto ad altre disponibili». Insomma, tutto da rifare per la quinta volta.(r.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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