Il Tirreno

“Marina di Rosignano” partono le assemblee fra i commercianti

di Alessandra Bernardeschi
“Marina di Rosignano” partono le assemblee fra i commercianti

L’Unione albergatori non demorde e dà il via agli incontri Guidi: «Dopo coinvolgeremo anche cittadini e Comune»

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ROSIGNANO. Quelli che stanno per arrivare saranno giorni di riunioni per albergatori e operatori turistici e commerciali della zona.

Tutti chiamati ad esprimere il loro parere sulla proposta di cambiare il nome alla frazione più grande del territorio comunale: da Rosignano Solvay a Marina di Rosignano.

Come annunciato nei mesi scorsi, l’Unione Albergatori non demorde. «L’intenzione – dice Giovanni Guidi presidente dell’Unione Albergatori di Rosignano e presidente provinciale di Federalberghi – è quella di riunire prima tutti gli albergatori e, poi, tutti gli operatori commerciali e turistici. Non importa a quale associazione appartengano o se hanno attività a Rosignano Castiglioncello o Vada. L’importante è aprire un confronto dove ognuno possa esprimere la propria opinione».

Solo in un secondo momento, dopo aver ascoltato tutti coloro che lavorano nel comparto turistico e commerciale, per capire quale sia effettivamente il loro parere, «abbiamo intenzione di coinvolgere l’amministrazione comunale e, quindi la cittadinanza per un confronto».

«Vorremmo che questa scelta coinvolgesse tutti, che tutti assieme – continua Guidi – potessimo cambiare la mentalità di questo paese e guardare ad un futuro turistico ed economico diverso. Siamo ben consapevoli – continua – che non è solo cambiando il nome che si possono cambiare le cose. Ma vorremmo arrivare a crescere tutti insieme, anche economicamente».

Guidi ribadisce ancora una volta i motivi legati all’ipotesi di cambiar nome al paese: «questa proposta non nasce contro la fabbrica Solvay che ha rappresentato e rappresenta una importante fetta dell’economia locale. Ma è innegabile, come abbiamo compreso dal dibattito avvenuto alla festa del Pd con il direttore Davide Papavero, che l’attività della fabbrica è in una fase calante. Basta fare un confronto con gli anni passati e contare gli addetti che lavorano all’interno della Solvay e confrontarli con quelli del terziario. La fabbrica ha bisogno di materie prime. Noi le materie prime le abbiamo già. Abbiamo il mare, le spiagge, il sole, i musei, le pinete, siamo vicini alle città d’arte. Abbiamo tutto ciò che occorre per puntare sul turismo e farlo crescere». Il cambio di nome della frazione o comunque della zona a mare di Rosignano secondo l’Unione albergatori rappresenterebbe l’inizio di una svolta.

«Ma – dice Guidi – dobbiamo esserne convinti e lavorare tutti insieme».

L’idea di cambiare il nome della frazione è stata lanciata a metà luglio proprio dagli albergatori del posto, supportati da molti operatori turistici che negli anni hanno investito nelle loro attività, e da alcuni residenti che vedono il cambio di nome come un’ipotesi di sviluppo per la zona.

Sin da subito la proposta ha provocato un terremoto di opinioni supportate da stati d’animo diversi. Opinioni che sono state espresse anche attraverso un sondaggio promossa dal Tirreno e che ha visto una forte partecipazione di cittadini, la maggior parte dei quali si è espresso a favore del cambio di nome.

Un cambio che per molti non rappresenta solo una semplice variazione toponomastica ma un modo diverso di vedere lo sviluppo economico di un territorio che dal 1914 è strettamente legato alla fabbrica.

Una fabbrica che ha costruito le prime case, l’ospedale, il teatro e le scuole ma i cui rapporti con la popolazione non hanno più lo stesso peso specifico di un secolo fa.

Secondo gli imprenditori “Marina di Rosignano” rievocherebbe, già dal nome, l’immagine del mare e, dunque, di una località turistica che cerca di farsi spazio e che non sarebbe più confusa con Rosignano Marittimo, capoluogo collinare.

Dall’altra parte i contrari. Quelli che, nel bene o nel male, non vogliono rinunciare alla storia industriale della frazione. Un’industria che ancora rappresenta una buona fetta dell’economia del territorio. Un dibattito che dunque appassiona e divide, e sembra destinato a proseguire. Con un punto in comune: favorevoli e contrari sono comunque convinti che il cambio di nome non possa essere sufficiente e che il rilancio turistico della zona debba passare gioco forza dagli investimenti pubblici e privati. Ma con una differenza. Secondo i favorevoli il cambio di nome potrebbe dare l’avvio a questi investimenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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