Italia
Scuola, corsi per i docenti
ROSIGNANO. Il primo Circolo didattico Ernesto Solvay ha organizzato a Villa Celestina due significative giornate di studio e formazione rivolte ai docenti delle scuole materne e primarie. Il primo...
ROSIGNANO. Il primo Circolo didattico Ernesto Solvay ha organizzato a Villa Celestina due significative giornate di studio e formazione rivolte ai docenti delle scuole materne e primarie. Il primo appuntamento con la professoressa di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione dell’Università di Firenze Lucia Bigozzi che si è soffermata sulla recente direttiva ministeriale che ha introdotto i Bes, i percorsi educativi individualizzati e personalizzati per alunni con bisogni educativi speciali ai fini dell’inclusione scolastica: studenti con svantaggio sociale, con disturbi evolutivi specifici dell’apprendimento o, comunque, in difficoltà. Affrontando le tematiche relative all’apprendimento legate alla motivazione, alla difficoltà dell’autoregolazione e dunque del mantenimento dell’attenzione, toccando temi più specifici come quello dell’auto attribuzione, delle ansie e dei disagi di fronte agli stress, la professoressa ha rimarcato che ciascun alunno ha necessità di bisogni educativi personalizzati. E quindi di un lavoro calibrato rispetto alle necessità individuali di ciascun alunno. Altro tema, quanto mai attuale, quello della scuola multiculturale affrontato il giorno successivo attraverso una lezione tenuta dalla professoressa Graziella Favaro che fa parte della commissione nazionale "Educazione interculturale" del ministero della Pubblica Istruzione e che si occupa di formazione dei docenti, consulenza alle scuole e promuove progetti di integrazione dei minori immigrati. Nell’anno in corso saranno circa 850mila i bambini e ragazzi stranieri nelle scuole italiane ossia il 10% della popolazione scolastica e le classi italiane accolgono bambini provenienti da tutto il mondo. Alla base delle criticità, dall’inserimento nelle scuole, all’esito del percorso scolastico fino alla prosecuzione degli studi nelle scuole superiori, c’è la lingua italiana. Occorrono fino a due anni affinché un bambino straniero impari poche parole necessarie per comunicare e fino a 4 anni per imparare la lingua che gli servirà per studiare. Da qui l’importanza che tutti i bambini stranieri frequentino con assiduità la scuola dell’infanzia.
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