Sicurezza
Scarichi a mare Solvay, il caso diventa nazionale
Primo round al ministero: da Roma disco verde all’azienda, ma per l’autorizzazione servono garanzie
ROSIGNANO. Evitato lo “spezzatino” delle autorizzazioni con l’Aia unica ministeriale (fino ad oggi per la sodiera è valso l’atto dirigenziale 271 del 30 ottobre 2007 della Provincia di Livorno), restava la necessità di approfondire la questione degli scarichi a mare. Siccome l’autorizzazione provinciale è scaduta da un anno e adesso è Roma che deve dare l’ok (oltre che per clorometani, elettrolisi e perossidati) anche per la sodiera, è nella capitale che si gioca la partita decisiva. Che si è aperta mercoledì 11 settembre, al Ministero dell’ Ambiente, in un primo incontro politico che ha visto riuniti il ministro Andrea Orlando, il sottosegretario allo sviluppo economico Claudio De Vincenti, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini, il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà, il sindaco di Rosignano Marittimo, Alessandro Franchi col vice sindaco Daniele Donati, e i vertici dell'azienda, in primis il direttore dello stabilimento Davide Papavero. Al termine dell’incontro l’ufficio stampa della Regione e quello di Solvay hanno diramato due stringate note in cui commentano positivamente l’esito del confronto.
«Nel corso della riunione - scrive la Regione Toscana - sono state esaminate le prospettive di sviluppo della Solvay insieme alle criticità relative all'impatto sull'ambiente delle produzioni: tutto ciò in vista del rinnovo dell'Aia, l'autorizzazione integrale ambientale.Da parte del ministro è stato espresso l'impegno a considerare, insieme agli enti locali, tutte le possibili soluzioni in grado di contemperare il rafforzamento della presenza di Solvay a Rosignano con le esigenze di tutela dell'ambiente».
Ecco cosa dice Solvay: «Nel corso della riunione l’azienda ha presentato un aggiornamento sulle recenti strategie, definite dal gruppo Solvay nell’ambito del business carbonato di sodio, che prevedono lo stabilimento di Rosignano coinvolto in un piano industriale mirato al recupero della competitività del Sito nell’arco dei prossimi due anni. L’azienda ha sottolineato come tale piano richieda, tra l’altro, certezze per il quadro autorizzativo dello stabilimento. E’ stato espresso da parte del ministro, insieme agli enti locali, l’impegno a considerare tutte le possibili soluzioni in grado di coniugare il rafforzamento della presenza Solvay a Rosignano, valutata unanimemente come essenziale per l’economia del territorio, con le esigenze di tutela dell’ambiente. Solvay valuta positivamente l’attenzione che il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto degli enti locali, hanno espresso nei confronti delle tematiche relative al consolidamento della sua presenza sul territorio».
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