Il Tirreno

vada: la protesta

«La piazza è come un campeggio»

«La piazza è come un campeggio»

Lamentele dei cittadini per il tendone del teatro di strada

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VADA. Proteste a Vada per la presenza del tendone di un teatro di strada sistemato a fianco della chiesa, che fino a domenica ha in programma spettacoli serali.

«Dopo il bombardamento degli "originalissimi" mercatini - dicono Ariberto Badaloni e Franca Frittelli - che hanno campeggiato e caratterizzato tutta l'estate in piazza Garibaldi con furgoni e camper pieni di gente che dormiva e faceva i propri bisogni, proprio in questi giorni è arrivato anche un mini circo di artisti alternativi che si sono accampati nel nuovo camping che la Proloco ha aperto in piazza per animare l'estate 2013». Un’ironia particolarmente polemica quella dei residenti, che poi spiegano le ragioni della loro protesta.

I cittadini dicono di non avere niente in contrario contro gli spettacoli del teatro di strada, ma chiariscono di essere critici per quanto riguarda l'organizzazione di queste manifestazioni.

Quello che sottolineano i cittadini è che analoghe iniziative potrebbero essere gestite senza invadere piazza Garibaldi.

«Alla Pro Loco - spiegano - non interessa affatto questo aspetto, continua a far bivaccare in piazza Garibaldi tutta questa gente».

I cittadini sottolineano che i piazzali laterali alla chiesa in piazza Garibaldi «sono divenuti i posteggi dei furgoni, chi vive nella piazza è obbligato a subire questo scempio, questa imbuzzata di eventi senza possibilità di replica».

Questo è sempre stato il problema di Vada ormai da decine di anni e in particolar modo della piazza Garibaldi che è divenuta una specie di Circo Massimo dove pur di fare qualcosa va bene tutto».

Insomma le lamentele dei cittadini derivano principalmente dal fatto che secondo loro la piazza centrale della frazione costiera è usata eccessivamente, e per ospitare ogni genere di iniziativa senza che esista un particolare criterio nella scelta e nella gestione dei cartelloni.

«Noi vorremmo vedere - concludono - un po’ più di qualità e professionalità, e soprattutto cultura come abbiamo trovato in tanti piccoli paesi che abbiamo visitato per il mondo».

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