Il Tirreno

Trielina, valori choc oltre 100 volte sopra la soglia limite

di Rino Bucci

Il campionamento effettuato da Arpat risale al giugno scorso Concentrazioni sopra i limiti anche nei pozzi del cecinese

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MONTESCUDAIO. L’inquinamento non si ferma. Gli ultimi dati rilevati da Arpat parlano chiaro: le concentrazioni di Pce e Tce (tetracloroetilene e tricloroetilene) nella falda sotto Poggio Gagliardo sono sempre su valori abbondantemente sopra i livelli di sicurezza. In alcuni casi, ben cento volte oltre il limite consentito. L’ultimo campionamento caricato sul sito dell’agenzia regionale per la protezione ambientale risale a due mesi fa, al giugno scorso. I livelli in alcuni casi restano preoccupanti. Va precisato che l’acqua analizzata si trova a monte dei filtri a carbone attivo. Di fatto, questi filtri a carboni attivi restano l’unica barriera che divide la trielina nella falda dai rubinetti delle abitazioni. Sono costosi (decine di migliaia di euro) e necessitano di costante manutenzione. I valori più alti si registrano ancora nei prelievi sui pozzi Cd4 e Cd5 che si trovano ad est rispetto all’ex conceria Massini, proprio nella zona dove lavorava negli anni ’70 la lavanderia industriale La Rapida.

Dopo le proteste dei cittadini e le lamentele dei comitati Arpat, insieme alla Regione, ha deciso di predisporre un «sistema di pubblicazione automatica della banca dati relativa al monitoraggio dei pozzi dell'acquedotto di Cecina inquinati dalla trielina proveniente dall'area industriale-artigianale di Montescudaio». In tutto i pozzi sotto la lente di ingrandimento sono diciassette: cinque si trovano nell’area da cui è partita la contaminazione, mentre altri undici sono pubblici e si trovano nell’acquifero di Cecina. Sarebbero stati contaminati con lo spostamento verso il mare del cuneo inquinante. C’è anche un privato sempre nel cecinese (denominato Paratino).

Come detto i dati più preoccupanti vengono rilevati nelle zone Cd4 e Cd5. Va precisato che la concentrazione massima ammissibile per il consumo umano è di 10 microgrammi di sostanze per litro di acqua. Bene, a giugno la concentrazione di tetracloroetilene e tricloroetilene nel pozzo Cd4 era pari a 1.402 ug/l, a maggio 1.262 ug/l e in aprile 1.473 ug/l. Qualcosa in meno rispetto al marzo scorso quando aveva raggiunto il picco di 2.905 ug/l ma sempre centinaia di volte sopra il limite consentito. Concentrazioni alte anche nel pozzo Cd5 dove, sempre nel giugno scorso, il tetracloroetilene e tricloroetilene avevano raggiunto i 562 ug/L (a maggio 835 ug/l e in marzo 2.210 ug/l). L’ultimo documento sul pozzo “La Rapida”, invece, risale al maggio scorso e riporta anche in questo caso valori decine di volte sopra i limiti consentiti (555 ug/l).

Anche nel cecinese si registrano livelli di inquinamento importanti. Sempre a giugno, il pozzo Ladronaia 8 segnava 173 ug/l, San Vincenzino 20 ug/l e Campo Sportivo 22 ug/l. «Durante l’estate sono stati predisposti dei controlli da parte della Regione – spiega il sindaco Aurelio Pellegrini – alcuni pozzi sono stati chiusi e riaperti in luoghi più distanti (ad esempio pozzo Giannelli, ndr). Intanto, attendiamo che da Firenze venga pubblicato il bando per l’affidamento dell’intervento di bonifica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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