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Stop a pasti caldi e pacchi viveri la mensa dei poveri ha lo sfratto

Stop a pasti caldi e pacchi viveri la mensa dei poveri ha lo sfratto

CASTIGLIONCELLO. Niente più pasti ai bisognosi o raccolte di generi alimentari per le famiglie in difficoltà. Il rischio è che la mensa dei poveri, quella che l’associazione laica “La sorgente del...

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CASTIGLIONCELLO. Niente più pasti ai bisognosi o raccolte di generi alimentari per le famiglie in difficoltà. Il rischio è che la mensa dei poveri, quella che l’associazione laica “La sorgente del villaggio” gestisce a Castiglioncello debba chiudere i battenti. A meno che non vada in porto, in tempi piuttosto brevi, il progetto di trasferimento all’interno di alcuni locali di cui la Diocesi è proprietaria a Rosignano Marittimo. Si tratta di spazi in via don Bosco che fino ad alcuni anni fa erano usati da una comunità di frati.

Lo stop alle attività della mensa sarebbe un duro colpo per i molti cittadini in difficoltà. Basti pensare che per l’anno in corso l’associazione prepara in media 40 pasti al giorno per i bisognosi e fornisce pacchi viveri ad oltre 150 famiglie in difficoltà.

Fatto sta che l’edificio che ospita la mensa, tra via Lungomonte e via Gorizia, deve essere lasciato libero. Perché la congregazione di suore di san Giuseppe dell’Apparizione, proprietaria dell’edificio, ha dato lo sfratto alla Sorgente del villaggio. «È da quasi tre anni - spiega Rossella Conforti, presidente dell’associazione - che avremmo dovuto lasciare questi spazi, che oltretutto sono piccoli per il quantitativo di persone da gestire. In cento metri quadrati c’è la cucina, le docce e la mensa, che avrebbe una capienza di circa 27 persone ma ogni giorno abbiamo una quarantina di richieste per il pasto».

Il problema è che l’associazione non ha altri luoghi dove andare, anche se adesso lo sfratto sembra davvero destinato a concretizzarsi. Le suore preferiscono non commentare la vicenda, ma ammettono che la mensa deve lasciare il loro edificio.

In verità la Caritas diocesana fa sapere che un progetto di trasferimento della mensa esiste: l’ipotesi è quella di ospitare l’attività all’interno di una struttura di proprietà della Diocesi a Rosignano Marittimo. «Il vescovo non ha obblighi nei nostri confronti - precisa Conforti -, dato che noi siamo un’associazione laica, bontà sua se vorrà fornirci in comodato o in affitto dei locali in modo da poter continuare l’attività». Dalla Diocesi fanno sapere che il progetto per lo spostamento esiste e che effettivamente una delle ipotesi è quella di ospitare la mensa nei locali di Rosignano Marittimo, tanto che i tecnici della Diocesi hanno già effettuato alcuni sopralluoghi per capire come potrebbe essere adeguata la struttura. Certo resta aperto il dubbio sulla nuova dislocazione della mensa, che a Marittimo sarebbe difficilmente raggiungibile. «L’alternativa sarebbe chiudere - termina Conforti -, quindi ben vengano eventualmente i locali a Marittimo, che sono ampi abbastanza da accogliere le nostre attività. Poi le persone si organizzeranno per raggiungerci».

Anna Cecchini

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