Il dolore
Unioni di comuni? «Fini elettorali»
Barabino (Pdl) e la chiusura della festa. Attacco al Pd e monito alle liste civiche: «Un solo candidato»
CECINA. E’ soddisfatto perché il format della festa provinciale Pdl ha trovato il sostegno di Matteoli e Parisi. Lui che ci teneva a mostrare un Pdl unito e coeso. Poi c’è la cifra politica che esce da questa tre giorni di assise provinciale. «La volontà di fare una coalizione - spiega il coordinatore provinciale - e di aprirsi a tutti coloro che propugnano un’idea di discontinuità dall’egemonia che ha sul territorio questa sinistra».
D’accordo Barabino, però intanto anche a Cecina le liste e i movimenti civici proliferano...
«Noi proponiamo un unico candidato a sindaco insieme alle altre liste di centrodestra. Lo spezzatino che nasce dal festival delle vanità, come ricordava anche il coordinatore regionale Parisi, è controproducente».
Ma non è che il sorgere di simili movimenti, anche nel centrodestra, è da collegare ad errori commessi dal Pdl?
«Può anche darsi che alcuni errori siano stati commessi, ma spesso dietro a questi fenomeni si nascondono altri fattori, come la ricerca di ruoli o posti. Io dico che si deve cambiare. Anche per una ragione semplice: diminuendo il numero di consiglieri c’è bisogno di un maggior numero di voti da convogliare sul candidato, altrimenti il rischio è che queste liste non superino neppure il quorum. Certe posizioni personali devono assolutamente cedere il passo ad un obiettivo comune».
Vale a dire?
«Vogliamo vincere per governare e solo uniti è possibile».
E magari Paolo Barabino sarà il candidato a sindaco del centrodestra?
«E’ assolutamente prematuro parlarne. Il nostro candidato emergerà dal confronto».
Alla festa provinciale si è parlato anche di sanità. Qual è la ricetta del Pdl per la Bassa Val di Cecina?
«Intanto i problemi sono di due tipi: uno quello del cosiddetto apparato. Noi diciamo che la moltiplicazione delle Asl e dell’Estav è sbagliata. Occorrono riforme a partire da quella già votata in consiglio regionale per la riduzione da tre ad una delle Estav».
L’altro problema?
«La riorganizzazione per intensità di cure. Noi non abbiamo criticato aprioristicamente questo modello ma è evidente che applicato così ha prodotto disfunzioni. Sul nostro ospedale, siamo consapevoli che non possono essere tutti centri di eccellenza. Il nostro riferimento resta Pisa ma gli altri ospedali non vanno smantellati. Si tenga conto di tutta la provincia, non solo del capoluogo».
Il centrosinistra rilancia il tema delle unioni dei comuni . Che ne pensa?
«Alla riorganizzazione così come è stata prougnata dal Pd non ci credo. In astratto andrebbe bene, razionalizzare servizi per i comuni più piccoli. Ma quello che oggi dice il centrosinistra è una fogliadi fico per coprire responsabilità evidenti».
Si spieghi meglio
«Un esempio. Pensiamo alla questione del Tinì. C’è bisogno di un comune unico fra Cecina e Montescudaio per risolvere quello che è un banale problema di viabilità? Credo che la proprietà del Tinì sarebbe stata ben felice di mettersi ad un tavolo per risolvere il problema. Con Montescudaio o con Cecina. E così penso che interventi di viabilità fra Cecina e Bibbona, lungo la pineta, si possano fare senza bisogno di unioni. Il fatto è che oggi per il Pd questo è un modo per giustificare inerzie ed evitare ribaltoni politici.
Cioè?
«Nei comuni più piccoli, dove contano molto le persone, si affermano sempre più liste civiche. L’accorpamento, in questi casi, diventerebbe strategico a fini elettorali per il centrosinistra. Ecco perché se ne torna a parlare vicino alle elezioni».(a.r.)
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