Il dolore
Fox, un processo inutile: i reati sono prescritti
Qualcuno in teoria potrebbe ancora volerne uscire con un’assoluzione piena Resta da definire la posizione del sindaco Tinti. Prossima udienza il 9 ottobre
CASTAGNETO. Il processo è un morto che cammina. E che attende solo di essere sepolto. I reati sono prescritti da un anno e l'indagine Fox che condusse al rinvio a giudizio di 17 persone per un presunto giro di favori tra imprenditori, politici, poliziotti e finanzieri, quell’indagine finirà in soffitta. C'è ancora una piccola possibilità che il processo produca qualcosa: il 9 ottobre è stata fissata la prossima udienza in tribunale, nel corso della quale in teoria verranno sentiti alcuni testimoni della difesa. Qualcuno potrebbe voler uscire dal processo con un'assoluzione piena, senza ombre, e quindi non grazie alla prescrizione. Tra questi c'è anche il sindaco di Castagneto? Non si sa. Vorrebbero saperlo anche i consiglieri della Sinistra per Castagneto, che hanno presentato un'interpellanza proprio per essere informati sul processo e sulla posizione di Fabio Tinti. Il sindaco però rimane vago, ci gira intorno, dice e non dice, nicchia. Tempo fa disse che avrebbe chiarito con la magistratura. Ma quando fu convocato in Procura si avvalse della facoltà di non rispondere.
A lui e a Moreno Fusi, quest’ultimo in qualità dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Castagneto, si contestava di aver favorito la costruzione di un complesso turistico della società Turmar di Beppe Doveri favorendo quindi quest’ultimo (oltre ad altri due imputati) in cambio dell'assunzione del figlio del sindaco in una delle aziende dello stesso Doveri. Circostanza, questa, sempre smentita con forza da Tinti ma ribadita all'ultima udienza anche dal maresciallo dei carabinieri Maurizio Lilli. Il sottufficiale infatti disse che il figlio del sindaco cominciò a lavorare al nero l'1 luglio 2005 al Camping Etruria di Doveri, ma dopo due giorni si licenziò perché non soddisfatto del lavoro e della paga.
Nell'inchiesta si parlava anche di trasferimenti e promozioni di finanzieri, di permessi di soggiorno, di vigilanza privata, di polizze assicurative. Un giro di favori e un giro di reati: corruzione, concussione, abuso, fino all’associazione per delinquere. Tutti fatti che secondo l'allora titolare dell'inchiesta, il viceprocuratore Antonio Giaconi, erano avvenuti nel 2005. Giaconi poi fu trasferito a Pisa, il fascicolo passò di pm in pm (l'ultimo in ordine di tempo Giuseppe Rizzo). Il processo cominciò tardi, solo nel luglio 2011. Mancava un anno alla prescrizione, scattata nel novembre 2012 e che ora attende solo di essere dichiarata con sentenza.(a.d.g.)
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