Il Tirreno

I palmari dell’ospedale già dimenticati

di Andrea Rocchi
I palmari dell’ospedale già dimenticati

L’annuncio alla festa del Popolo della Libertà: l’Asl modifica i propri piani, punterà alla riorganizzazione delle degenze

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CECINA. Cardiologia, sul monitoraggio dei pazienti non acuti attraverso i palmari l'Asl 6 cambia direzione. Lo afferma verso la conclusione del dibattito in programma alla Festa provinciale del Popolo della Libertà Marco Ruggeri, capogruppo del Pd in Regione. Dice Ruggeri: «Per quanto ne so il nuovo direttore sanitario sta studiando una soluzione che recepisce quanto sottoscritto nella risoluzione approvata dal consiglio regionale e che è il frutto del documento dei 10 sindaci della Bassa Val di Cecina». Insomma, addio palmari. Questo pochi settimane dopo che la stessa Asl aveva diramato una nota nella quale si ribadiva che sul monitoraggio dei pazienti cardiologici non c'era alcuna marcia indietro. Ruggeri ammette: «Sono questioni di competenza del direttore generale», ma conferma che la stessa azienda avrebbe in mente soluzioni diverse, più afferenti alla dislocazione dei pazienti da monitorare in un'area prossima a quella di alta intensità di cura.

Notizia accolta positivamente da alcuni membri del comitato Pro Ospedale presenti venerdì sera alla Buca del Gatto al dibattito su "Sanità e diritti dei cittadini". Ma che lascia aperti alcuni punti interrogativi: e i quasi 400mila euro stanziati in bilancio per acquistare i palmari da dare ai medici e cablare l'ospedale con una rete wi-fi? E, dal momento che una soluzione al problema è allo studio ma non ancora applicata, esiste un vuoto di assistenza per i pazienti dell'area cardiologica?

Il dibattito di venerdì ha però toccato anche altri temi importanti che stanno a cuore ai cittadini della Bassa Val di Cecina. Come la costruzione dei nuovi ospedali. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, li aveva definiti "operazioni di civiltà". Ruggeri si accoda, sottolineando come sia necessario estendere i moderni comfort ospedalieri anche ai pazienti livornesi, che oggi ne sono sprovvisti. Ma Anna Maria Celesti, responsabile sanità del Pdl, chiarisce: «Non saranno in concorrenza con gli altri ospedali perché tutti uguali e tutti con gli stessi problemi: parcheggi, viabilità, strutture». Puntando il dito poi contro un modello organizzativo - quello della intensità di cura - che la stessa definisce degli anni '80, esportato dal Canada, ed ormai superato perché «ha bisogno di più personale e soprattutto personale formato». Ruggeri e Celesti, insieme a Stefano Mugnai (Pdl) vice presidente della commissione regionale sono semmai d'accordo su una cosa: l'ospedale non è tutto ma fondamentale è il territorio. E qui centrodestra e centrosinistra si dividono sulla "cura" intrapresa: quella delle associazioni fra medici e le case della salute. Perplessi in casa Pdl, convinti della necessità della misura in casa Pd.

A dividere il clima di "larghe intese" su cui il Pdl ha costruito la festa provinciale è anche la questione della riorganizzazione del sistema sanità toscana. Celesti e Mugnai accusano la "burocrazia" e la "pesantezza della struttura" con 12 aziende sanitarie, 4 aziende ospedaliere, 19 direttori generali e 3 Estav. «Tagliamo gli amministrativi», dicono. Ruggeri, pur convinto che qualcosa vada fatto, invita a non usare la mannaia su sistemi che per funzionare hanno bisogno di struttura. E ribadisce un suo concetto: «Va rivisto il peso che le aziende ospedaliere esercitano nella sanità toscana», tanto da diventare concorrenziali rispetto a medi e piccoli ospedali.

Sulle questioni locali, oltre al già citato caso della cardiologia, c'è grande interesse sull'organizzazione dei servizi. Dal pubblico si fa notare come Cecina guarda sempre di più verso Volterra. E come Volterra paga dazio, in termini di servizi, rispetto a Pontedera (lo dice chiaramente un amministratore del comune pisano). Ruggeri è d'accordo che certi meccanismi vadano rivisti, mentre Mugnai spiega come le «Asl siano diventati certi muri invalicabili» per cui da Volterra non si va a Cecina perché fuori provincia ma si indirizza a Pontedera, anche se più scomodo, ma sempre in provincia di Pisa. Che ne sarà dell'ospedale di Cecina col nuovo ospedale di Piombino e con quello di Riotorto? Su quest'ultimo Ruggeri dice che la discussione è aperta. Ma che Livorno va fatto. Ricorda che Cecina è un ospedale di medio livello e che non subirà altri tagli, semmai - come dice Rossi - non potrà fare tutto ma dovrà trovarsi delle sue specialistiche. Mugnai fa notare come il consiglio regionale abbia approvato la risoluzione che recepisce il piccolo Pal per la Bassa Val di Cecina. Ora sta alla giunta metterne in atto i punti (accreditamento punto nascite, area chirurgica, protesica per l'ortopedia, nuovo riorganizzazione della cardiologia, Cup funzionante e abbattimento delle liste s'attesa). E Celesti aggiunge: «Adesso l'assessore regionale ha in mano uno strumento per dire al nuovo direttore generale dell'Asl 6 cosa si deve fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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