Sicurezza
De Corato lascia, al suo posto arriva il “soldato Jane”
Cambio della guardia alla compagnia carabinieri di Cecina Il nuovo comandante è una donna, il capitano Micelotta
CECINA. Da domani assumerà il comando della compagnia carabinieri di Cecina. “Soldato Jane”, come l'hanno già ribattezzata i suoi stessi colleghi e superiori, sarà la prima "capitana" di Cecina. Non è la prima donna a guidare uomini in divisa nella nostra città. Già il commissariato era stato diretto dal vicequestore Palma Gagliardi e la tenenza di finanza dal tenente Sara Marraccini. Ma per l’Arma è la prima volta in assoluto. Il nome è ostico, Orivella Micelotta. Gli amici la chiamano Irene. Ha 38 anni, un marito parà sempre nei carabinieri, una figlia piccola. E' di Reggio Calabria, proviene da Livorno dove ha curato la pianificazione al centro addestramento reclute della seconda brigata mobile, l'unità che si occupa della formazione dei contingenti destinati alle missioni di pace. Alle sue spalle ha una medaglia di bronzo vinta ai campionati assoluti di pugilato. E’ stata una delle primissime donne soldato in Italia.
«Sono stata arruolata col primo concorso, nel 2000. Appena messo piede in Accademia, a Modena, mi hanno rasato i capelli, ficcato in una camerata, vestita d'uniformi squadrate. Ero un militare a tutti gli effetti, in un plotone di tutti uomini, senza attenzioni particolari, senza facilitazioni. Flessioni, piegamenti, percorsi di guerra, salto in alto: li dovevo portare a termine con gli stessi standard e tempi dei colleghi "maschietti"». Raccontava questo nel marzo 2007 alla rivista "Il carabiniere", aggiungendo che «finora fuori dai confini c'è stata qualche psicologa o medico. In Iraq erano stati inviati due marescialli, purtroppo il caso ha voluto che fossero a Nassiriya. Sono rimaste ferite durante l'attentato. Così l'Arma, che nei confronti di noi novizie si comporta comunque come un padre premuroso, sta valutando con molta attenzione il nostro impiego operativo su ogni fronte".
Dopo l'accademia militare di Modena, ha frequentato il corso ufficiali carabinieri a Roma: «Ero un po' disorientata. Ovvero non ero più abituata a un clima soft, al cambio dell'uniforme, ai capelli più lunghi. Una strana sensazione. La mia formazione di base era stata diversa».
Nel novembre 2006 la chiamata a Livorno: «Avrei voluto entrare nel reparto dei parà, ma non è stato possibile. Questa destinazione è un'opportunità enorme. Una scommessa da parte dell'Arma».
Con quella destinazione di recente è stata in missione a Hebron, in Palestina. Sei mesi, durante i quali ha guidato i carabinieri del contingente italiano che a loro volta avevano il vice comando della missione.
Ora per lei un altro esordio, nella territoriale. Prenderà il posto del capitano Pasquale De Corato, a sua volta trasferito alla compagnia di Casteldisangro dopo sette anni di servizio a Cecina. «Sette anni intensi - dice De Corato - un'esperienza entusiasmante e completa dal punto di vista professionale e da quello umano. Ho avuto la fortuna di lavorare con professionisti seri e motivati. Ora passerò dal mare alla montagna. Ma tornerò qui spesso, anche per le vacanze».
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