La manifestazione
Cinghiali, il problema divide Comune e vignaioli
Gli agricoltori spingono per abbattimenti di massa, scettico l’assessore Callaioli «Meglio la pasturazione mirata, in ogni caso vanno tenuti puliti fossi e canneti»
CASTAGNETO. Caccia ai nastri di partenza. Le doppiette potranno entrare in azione in maniera definitiva dal 15 settembre al 30 gennaio 2014. Ma mentre ci si avvia una nuova pagina venatoria problemi vecchi e mai risolti tornano a galla. Come quello relativo all’abbattimento dei selvatici, in particolare i cinghiali che rovinano le colture di prestigio di cui è ricco il territorio. E sono gli agricoltori infatti a guidare la protesta.
I vignaioli, in particolare, stressati dal periodo della vendemmia, da anni cercano di arginare il problema anche con soluzioni fai da te (come il cannone dissuasore), oltre al canonico ricorso all’abbattimento degli ungulati. Stragi che spesso si consumano proprio nei periodi estivi, dove l’affluenza turistica è alle stelle e quindi possono risultare molto pericolose.
Una discussione sempre aperta coi vertici provinciali e regionali ma che ancora tarda a giungere a una soluzione soddisfacente per tutti.
Sugli abbattimenti di massa si dimostra scettico anche l’assessore all’ambiente di Castagneto, Roberto Callaioli, che propone altre soluzioni: «L’abbattimento è solo una cura palliativa, che non risolve il problema -dice Callaioli - Va fatto, ma lontano dai periodi di massima affluenza turistica perché sono molto pericolosi. Inoltre agricoltori e cacciatori dovrebbero collaborare tenendo pulite alcune zone del territorio, soprattutto lungo i fossi dell’Aurelia, dove i cinghiali hanno trovato il loro habitat, vicino al cibo e all’acqua. Questo fenomeno ha creato disagio alla circolazione stradale, con incidenti frequenti dovuti all’attraversamento improvviso notturno».
Circa due anni fa la legge regionale ha vietato le pasturazioni dissuasive ma i cacciatori non sono molto convinti al riguardo: ora i cinghiali si muovono alla ricerca di cibo nel territorio, più vicino ai centri abitati.
«Si è creato l’effetto contrario – conclude Callaioli - I cinghiali non sono diminuiti e si sono riversati in massa, dai primi mesi primaverili, nelle nostre campagne, dove sappiamo che ci sono colture di fama mondiale, e vicino alle vie di comunicazione, causando incidenti e interrompendo il traffico veicolare. Una soluzione potrebbero essere le pasturazioni mirate almeno a un chilometro di distanza da coltivazioni e vie di comunicazioni principali. Facendo uso esclusivamente di granaglie, in modo che un cinghiale per alimentarsi debba trascorrere in quella zona diverse ore notturne, senza essere indotto ad abbandonare i boschi per recarsi nei campi coltivati. Cacciatori e agricoltori, però, devono impegnarsi a ripulire fossati, roveti e canneti, habitat privilegiati da questi selvatici durante le ore diurne».
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