Sicurezza
Toscana in fermento, a Cecina ci si balocca
Il Comitato pro-ospedale sferza Benedetti: «Troppi eventi folcloristici, pensi ai problemi della sanità»
CECINA. Il Comitato pro-ospedale sollecita il sindaco di Cecina, Stefano Benedetti, a riprendere in mano la questione dei servizi sanitari. «La Toscana tutta è in grande fermento - attaccano quelli del Comitato - il problema della sanità incombe sulla nostra Regione come una grossa nube minacciosa. A Volterra e a San Marcello Pistoiese i sindaci hanno organizzato consigli comunali aperti coinvolgendo i rappresentanti dei paesi vicini. A Cecina, invece, splende un sole senza nubi, sembra che la nostra città sia un'isola felice, esclusa e lontana dai problemi della regione».
L’appunto rivolto a Stefano Benedetti è evidente: «Il nostro sindaco ci rassicura in tal senso. Allegro e gioviale quasi ogni giorno appare sui giornali mentre inaugura mostre e partecipa ad eventi folcloristici e sportivi. La sua costante presenza ad ogni tipo di manifestazione ricreativa fa apparire Cecina come il paese dei balocchi in cui si perse Pinocchio. E la sanità? Nel nostro ospedale non cessa il subdolo e continuo ridimensionamento, mettendo i tre primari di riferimento: Meucci, per la chirurgia, Gabellieri, per l'ortopedia e Pennati del pronto soccorso, a scavalco con altri presidi sanitari , Livorno, Piombino ed Isola d'Elba. A noi del Comitato quindi il compito scomodo, ma necessario di fare il "Grillo parlante"».
Insomma la situazione non è affatto cambiata rispetto a prima dell’estate. Anzi, se possibile si è fatta più complicata: «Per questo il signor sindaco si ricorda che insieme ai rappresentanti del Comitato e sotto la pressante spinta del medesimo è stato consegnato in Regione un documento sottoscritto da tutti i consigli comunali della Bassa Val di Cecina per evidenziare i servizi sanitari di cui il nostro ospedale non doveva assolutamente essere privato? Sono trascorsi alcuni mesi e di quel documento non abbiamo più saputo nulla. Ventimila cittadini ci hanno dato la loro delega a rappresentarli e noi, a differenza di altri, quando la popolazione ci affida un incarico lo svolgiamo fino in fondo».
Il Comitato indirizza le sue critiche anche agli esponenti della politica regionale: «Diffidamo del governatore Rossi, che con sprezzante alterigia ha sempre rifiutato un incontro, né ci fidiamo dell'assessore Marroni che, apparentemente più disponibile, in una sua recente intervista ha candidamente contraddetto se stesso affermando una cosa e poi dicendo il contrario di questa, dimostrando chiaramente che stanno gestendo la sanità con una navigazione a vista, senza seguire né un piano sanitario regionale né un piano attuativo locale (Pal). Dobbiamo fidarci del dottor Porfido, il nuovo direttore generale che non conosciamo e che nemmeno Lei ci risulta conosca, visto che non era presente all'incontro ufficiale avvenuto tra Porfido ed il sindaco Franchi? Signor sindaco, comprendiamo le sue difficoltà: strade dissestate, edifici in vendita che non trovano acquirenti o altri venduti e non riscossi, scuole che non riaprono, erosione della costa, ma la sanità è un bene primario e non deve essere contagiata minimamente da interessi politici. Ora forte e chiara ci farà sentire la sua voce? Le ferie sono finite!»
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google