Il Tirreno

Dietrofront di Ecomar Stop al raddoppio dei rifiuti da trattare

di Anna Cecchini
Dietrofront di Ecomar Stop al raddoppio dei rifiuti da trattare

L’azienda ha ritirato il progetto per incrementare l’attività Soddisfatto il comitato dei cittadini di Polveroni

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VADA. La Ecomar fa dietrofront. Niente più raddoppio dell’attività per l’azienda di trattamento rifiuti speciali pericolosi che opera in zona Polveroni, alle porte di Vada.

Sul sito della Provincia di Livorno, competente in materia di pianificazione collegata ai rifiuti, in fondo alla documentazione relativa alla richiesta di incremento dell’attività è comparsa la dicitura: «Istanza ritirata dal proponente in data 13.08.13 ai sensi dell'art. 55 c. 4. della l.r. 10/10 e smi. Si precisa che non si procederà ad ulteriore corso alla valutazione». In poche parole significa che l’ente provinciale non procederà con la Via (valutazione di impatto ambientale) richiesta da Ecomar per raddoppiare l’attività.

L’azienda alle porte di Vada conferma la decisione di ritirare l’istanza di raddoppio, ma preferisce non dare spiegazioni riguardo a questa decisione. Fatto sta che il comitato dei cittadini dei Polveroni, che da mesi combatte per bloccare il progetto di incremento dell’attività di Ecomar, tira un sospiro di sollievo.

La richiesta di raddoppio era stata presentata da Ecomar alla Provincia nel febbraio scorso. L’azienda, come previsto dalle norme, aveva attivato la procedura di Via (valutazione di impatto ambientale) per modificare l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Una modifica che avrebbe implicato l’incremento dell’attività della struttura ai Polveroni, che secondo il progetto di Ecomar avrebbe dovuto raddoppiare la quanttà di rifiuti da trattare, passando da 50mila a 100 mila tonnellate annue.

Nella scheda che era stata inviata in Provincia erano riportate le variazioni che Ecomar aveva intenzione di apportare all’impianto. Prima di tutto aumento della potenzialità di trattamento dell’impianto. Come chiarito nella documentazione che era stata inviata in Provincia ad oggi a Vada vengono trattate 50mila tonnellate all’anno di rifiuti, che Ecomar avrebbe dovuto raddoppiare. Inoltre la società aveva chiesto di passare dalle attuali 35mila tonnellate di rifiuti pericolosi trattati a 40mila, 20mila dei quali saranno liquidi (finora non trattati nell’impianto).

È ovvio che il raddoppio delle quantità di rifiuti in arrivo ai Polveroni avrebbe portato cambiamenti anche nell’organizzazione del lavoro all’interno dell’azienda. Ecomar ha sempre garantito che l’aumento dei flussi non avrebbe portato a un aumento della superficie dell’azienda, ma solo un incremento dell’attività. Per questo progetto di raddoppio Ecomar aveva avviato una procedura di Via. Dall’aprile scorso, venuti a conoscenza della volontà di aumentare il volume dei rifiuti da trattare, i cittadini dei Polveroni hanno avviato una battaglia per bloccare il progetto.

Numerosi i confronti pubblici indetti dal comitato e dall’assemblea permanente di frazione di Vada, che a giugno ha predisposto anche una petizione, firmata da oltre 300 persone, per chiedere che l'eventuale concessione di rinnovo dell'Aia (a cui la Via per il raddoppio era collegata) avvenga secondo condizioni precise: rilocalizzazione dell'impianto, dismissione e demolizione di apparecchiature e serbatoi risalenti allo stabilimento Petrobenz, riorganizzazione degli accessi e della logistica interna, la risoluzione del problema degli sversamenti occasionali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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