Sicurezza
Nulli i contratti per le case senza attestato energetico
Giro di vite sulla certificazione dei consumi delle abitazioni in vendita o in affitto Senza documento l’affare va in fumo. E si rischiano multe fino a 18mila euro
CECINA. Da una parte c’è chi la giudica una novità importante per spostare l’accento sul tema del risparmio energetico. Dall’altra chi la ritiene un’inutile complicazione burocratica, capace tutt’al più di creare solo ulteriori difficoltà agli operatori di un mercato, quello immobiliare, che in Bassa Val di Cecina (e non solo) di problemi ne ha già molti. Parliamo dell’obbligatorietà di allegare l'Ape (Attestato di prestazione energetica) ai contratti di affitto e di compravendita. Pena la nullità del contratto stesso. Oltre a sanzioni salatissime (fino a 18mila euro) per il proprietario dell’immobile.
Giro di vite. La novità viene introdotta dalla legge 90 2013 del 4 agosto, che recepisce la direttiva europea 31 del 2010. La norma è collegata a un precedente decreto legge in vigore dal giugno. Nel testo si indica la necessità di informare in maniera adeguata l'eventuale acquirente o inquilino su quanto consuma la casa, e sulle migliorie che si possono fare. Pertanto, se nella documentazione manca l' Attestato di prestazione energetica preparato da un perito l’affare (vendita o affitto di almeno un anno) diventa nullo.
Il vecchio Ace va in soffitta. Attenzione: il documento richiesto non è il vecchio Ace ( Attestato di certificazione energetica), obbligatorio da tempo anche negli annunci immobiliari. Quello indicava solo i consumi legati al riscaldamento invernale. Il nuovo documento si chiama Ape e misura, oltre al riscaldamento nei mesi freddi, anche la climatizzazione estiva, la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione e l'illuminazione. Ovviamente, è indicata la classe energetica dell'immobile, che va da A a F e deve essere sempre pubblicizzata, anche negli annunci.
Il costo della perizia. Quanto bisogna sborsare per una perizia del genere? Fatti salvi i furbi che propongono a cifre basse e documenti che poi rischiano di mettere nei guai il privato, si parla di una somma oscillante tra i 100 e i 200 euro. Il documento deve essere sottoscritto da un professionista abilitato: in parole povere, non basta essere geometri o ingegneri, ma serve la frequentazione di un corso di formazione. La validità? Dieci anni.
Chi deve stare attento. Per i proprietari di immobili in vendita o in affitto, che di questi tempi fanno fatica a trovare una controparte, è un campanello d'allarme importante da tenere d'occhio. E anche, diciamolo francamente, una bella scocciatura. Tra l'altro, sembra che l'Ape venga richiesto anche in caso di cessioni parziali (ad esempio comproprietà) o donazioni. Mentre non è chiaro se chi possiede già la vecchia Ace possa evitare di rifare la perizia, e quindi spendere altri soldi. L'impressione è che è meglio chiedere una consulenza per evitare brutte sorprese.
Cosa si rischia. Il proprietario che vende senza attestato di prestazione energetica rischia, oltre alla nullità del contratto, una multa minima di 3mila euro e una massima di 18mila. Chi invece affitta senza aver prodotto il documento può essere sanzionato da un minimo di 300 a un massimo di 1.800 euro. Anche le agenzie possono essere multate se pubblicano annunci privi dell'Ape, da un minimo di 500 a un massimo di 4.200 euro. Mentre il progettista che firma una falsa attestazione può essere stangato fino a 4mila euro. I controlli sono della Regione, che probabilmente si affiderà ai Comuni e alle polizie municipali.
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