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Salvataggio rischioso Polemica tra bagnini

Salvataggio rischioso Polemica tra bagnini

MARINA DI CASTAGNETO. Un salvataggio miracoloso quello avvenuto nel tratto di spiaggia libera che si trova tra lo stabilimento balneare del campeggio Etruria e i bagni Pancrazio, e che ha tenuto...

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MARINA DI CASTAGNETO. Un salvataggio miracoloso quello avvenuto nel tratto di spiaggia libera che si trova tra lo stabilimento balneare del campeggio Etruria e i bagni Pancrazio, e che ha tenuto impegnati i vari bagnini intervenuti per molto tempo. Tanto che gli altri addetti al salvataggio presenti lungo il litorale hanno dovuto scalare di postazione in postazione per coprire i buchi lasciati dai colleghi nel frattempo accorsi sulla zona del salvataggio.

Quel che conta è che siano stati portati in salvo due giovani turisti tedeschi, appena maggiorenni, che si erano avventurati in mare nonostante la bandiera rossa. Risucchiati da una buca che si trova al confine con il perimetro che delimita la spiaggia dell'Etruria. Il processo di salvataggio è stato alquanto articolato, «soprattutto - come ci spiega Marco Maielli, presidente della cooperativa che coordina il piano di salvamento del Comune (e che fa parte della Pro Loco unica)- perchè il bagnino dell'Etruria non era al suo posto, non ha fischiato per allertare i giovani del pericolo e non si è nemmeno affiancato agli altri colleghi in fase di recupero in mare. E, per finire, le attrezzature a disposizione dell'Etruria, non erano adeguate all'emergenza».

«La fase di soccorso in mare si è protratta per lungo tempo - continua Maielli- ed ho dovuto gestire le coperture delle torrette rimaste sprovviste di organo di vigilanza. Sul posto, per primo è intervenuto Antonio, il bagnino dei bagni Pancrazio che è riuscito a tirare fuori uno dei ragazzo in pericolo, che si trovava più vicino a riva. Poi si è tuffato Bryan (torretta delle Dune) della nostra cooperativa e il responsabile Mauro, che si trovava in zona per una supervisione». L'altro bagnante era già a circa 150 metri dalla riva. Hanno cercato di rientrare prima verticalmente, poi orizzontalmente sfruttando i frangenti ma riuscivano a fatica a lottare contro la corrente. Allora li ha raggiunti anche Andrea, l'altro bagnino del Pancrazio con il rullo corda e le pinne, visto che l'Etruria ne era sprovvista, e sono così riusciti a raggiungere il giovane in pericolo di annegamento, ormai a 200 metri di distanza. Rischiando loro stessi la pelle, a causa dei crampi (che nel frattempo li avevano colpiti) e delle onde alte che impedivano una buona visibilità.

«Non mi sono mai mosso dalla spiaggia che devo vigilare - ha replicato Davide Manfredi, bagnino dell'Etruria Beach - a quei due tedeschi avevo già fischiato, li avevo fatti rientrare più volte. Poi sono andati a tuffarsi più in là, a circa duecento metri dalla mia zona di vigilanza, mentre ero rimasto a visionare tutti i bambini che si trovavano in acqua, davanti allo stabilimento. Durante la fase di salvataggio ho visto che c'erano più bagnini in azione e sono rimasto al mio posto, non potevo abbandonare la spiaggia. La corrente era molto forte e li ha trascinati velocemente a largo. Ad ogni modo, è capitato in un pezzo di spiaggia non regolamentato da normale controllo».

Divina Vitale

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di Redazione web