La protesta
Due milioni di euro per il raddoppio del depuratore
L’impianto servirà a una popolazione di 60mila abitanti, resterà inutilizzata la condotta sottomarina di 3 chilometri
ROSIGNANO. Prenderanno il via in autunno i lavori per il raddoppio del depuratore di Rosignano. Un investimento da due milioni di euro per realizzare una seconda linea di depurazione affiancata all’attuale che permetterà di trattare le acque reflue da 30mila a 60mila abitanti equivalenti. Ma, soprattutto, il raddoppio dell’impianto dovrebbe mandare in pensione la condotta sottomarina che con i suoi tre chilometri è la più lunga della Toscana, che viene attivata con regolarità in estate quando la popolazione raddoppia e che sfocia in mare il suo carico di liquami. Condotta che rimane in luogo «ma che sarà destinata – spiega l’assessore all’ambiente Daniele Donati - solo per le sporadiche emergenze». Attualmente Asa sta valutando “le offerte ed i progetti che sono stati presentati – continua Donati – dalle due ditte che hanno partecipato al bando di gara promosso dalla stessa azienda. Il bando è scaduto il 31 luglio scorso. Non appena concluse le valutazioni tecniche i lavori verranno affidati e potranno avere inizio”. Il raddoppio del depuratore verrà a costare circa due milioni di euro la maggior parte dei quali stanziati dal Ministero dell’ambiente. Dopo vent’anni dalla sua realizzazione il depuratore di Rosignano Solvay, costruito tra il Lillatro e le Spiagge Bianche, raddoppia la sua potenza per far fronte alle necessità di una popolazione che, in estate, triplica data la presenza dei turisti. Il nuovo impianto potrà servire 60mila abitanti equivalenti, una formula che tiene conto del numero fisico dei residenti che in questi anni sono arrivati a quota 32mila e di altri parametri. Ma, soprattutto, dovrebbe garantire una maggiore qualità delle acque di mare e la scomparsa delle ormai famose schiume che da anni si formano in superficie facendo scattare le proteste dei villeggianti e degli operatori. Infatti lo studio commissionato dall'amministrazione comunale al dipartimento di scienze ambientali dell'università di Siena presentato nel 2011 a Villa Celestina indica il depuratore, ma non solo, quale causa delle schiume in mare e dunque della qualità delle acque. Schiume dal diverso colore, dal bianco al marroncino, consistenti o patinose che, analizzate, hanno mostrato la presenza, seppur con concentrazione al di sotto dei limiti di legge e quindi non pericolose per l’uomo, di coliformi totali, di ione ammonio, streptococchi, batteri degradanti fioriture di alghe e elevati livelli di carbonato di calcio. Sotto accusa, in particolare la condotta che, proprio in estate, sfocia in mare. Il 2013 dunque sembra essere l’anno decisivo per un progetto della cui necessità si parla da anni e i cui lavori avrebbero dovuto iniziare già da tempo. Sarà Asa ad occuparsi dell’intervento “in qualità di gestore unico del servizio integrato – continua Donati – intervento inserito nel Piano di ambito dell’ex Ato Toscana Costa Acque ora confluito nell’Autorità Idrica Toscana di cui noi come comune facciamo parte. Ed è stato proprio in questo ambito che abbiamo portato le istanze e le necessità del territorio scaturite poi nel progetto di raddoppio del depuratore”.
Alessandra Bernardeschi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google