La protesta
«Colletta dei parlamentari» Così salviamo il Melody
BOLGHERI. Il futuro del festival Bolgheri Melody è nelle mani delle istituzioni e delle forze economiche del territorio. Servono 330.000 euro per poter continuare ad offrire spettacolo all’ombra dei...
BOLGHERI. Il futuro del festival Bolgheri Melody è nelle mani delle istituzioni e delle forze economiche del territorio. Servono 330.000 euro per poter continuare ad offrire spettacolo all’ombra dei decantati cipressi carducciani. E’ quasi liberatorio l’appello del responsabile cultura e rapporti istituzionali Angelo Piras, membro della società presieduta da Luciano Giorgerini. Giunti al quarto anno di programmazione, bilanci alla mano, è ora di chiedere se c’è interesse nel tenere in piedi l’evento, diventato un punto di riferimento nella spettacolarizzazione della Costa livornese. «E’ triste sapere che in Italia – dichiara Piras – non c’è interesse a garantire la realizzazione di certi eventi culturali che invece cercano di animare un turismo che sta soffrendo della crisi come tutti gli altri settori. In campo sono scese forze imprenditoriali private che si organizzano in gruppi tesi al rilancio del territorio, alla promozione, a vantaggio di tutti. Voglio così lanciare una provocazione. Chiedo a tutti i deputati in Parlamento di offrire cento euro per il rilancio del festival nei prossimi anni. Serve una fattiva collaborazione finanziaria altrimenti Bolgheri Melody sarà risultato inutile. Lo chiedo anche alla Regione Toscana. Il presidente Enrico Rossi non ha trovato tempo per fare un salto a Bolgheri e questo ci è molto dispiaciuto».
Se ne è parlato proprio nel giorno di chiusura dell’edizione 2013 del festival durante una tavola rotonda organizzata da Bolgheri Melody, all’interno dell’Arena Incisa, a cui hanno partecipato il deputato Maurizio Bianconi, il consigliere regionale e segretario regioonale Pd Ivan Ferrucci, il professor Franco Mosca, presidente associazione Arpa onlus, l’assessore provinciale Paolo Pacini, il sindaco di Castagneto Fabio Tinti e il presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi «Abbiamo bisogno di risposte entro novembre - ha dichiarato Giorgerini, purtroppo i tempi sono stretti , se vogliamo salvare il festiva». Ha assicurato una partecipazione al progetto di marketing la Camera di Commercio «C'è da ammettere che è sempre più difficile dividere le risorse - ha aggiunto Nardi - e l'evento non può fondarsi sulla vendita dei biglietti". E' di Paolo Pacini invece la proposta di dar vita ad una fondazione.
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