Il Tirreno

IL COMITATO ATTACCA LA REGIONE

«Sanità in mano ai soliti sempre ben retribuiti»

di Divina Vitale
«Sanità in mano ai soliti sempre ben retribuiti»

CECINA. Il Comitato pro-ospedale e don Reno Pisaneschi intervengono dopo un periodo di silenzio, coinciso con la pausa ferragostana. Nel mirino non solo l’azienda Asl 6, che di recente ha cambiato...

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Il Comitato pro-ospedale e don Reno Pisaneschi intervengono dopo un periodo di silenzio, coinciso con la pausa ferragostana. Nel mirino non solo l’azienda Asl 6, che di recente ha cambiato guido, ma anche la Regione Toscana. E infatti, in una nota, il Comitato torna alcune domande alle quali fino a oggi non ha ricevuto risposta. La prima: «Perché in Toscana non esiste un piano sanitario ben determinato come programma regionale di azione e di sviluppo?». Ne consegue la seconda: «Perché nell’Asl 6 di Livorno nessun dirigente si è voluto interessare a redigere il piano attuativo locale?». E ancora: «Perché a livello regionale e locale di Asl non si pubblica mai con numeri chiari e tondi, anziché con percentuali affumicate, la capacità economica di spesa e le rimesse dello Stato e della Regione? I cittadini pagano con quattrini chiari e sudati, quindi esigono lo scontrino. Per lor signori non esiste la finanza?». Inoltre: «Perché il capo e i suoi accoliti devono avere sempre ragione mentre non si preoccupano mai di scendere in mezzo ai cittadini per conoscerne direttamente le istanze e le critiche?». Infine l’ultima domanda: «Perché la sanità è gestita sempre dai soliti, spostati da una poltrona all’altra, sempre ben retribuiti anche se fanno debiti che mai pagheranno? Oltretutto se nei report della scuola Sant’Anna di Pisa (pasta fatta in casa) ottengono la maglia nera, perché sono pure promossi e intascano il premio di produzione (vedi Calamai)? Loro sempre a ciccia in bocca e i cittadini leccano l’osso, se gli tocca, mentre si trovano ad attendere 7 ore al pronto soccorso o al Cup, nella speranza che un numero riescano ad averlo».

Insomma una ripresa in piena regola della critica nei confronti dei servizi sanitari toscani, che il Comitato motiva sottolineando come «ogni cittadino, in quanto contribuente, ha il diritto di conoscere chiaramente il modo in cui viene amministrato ogni servizio. E in democrazia, chi s’impegna in un servizio pubblico, deve rendere piena ragione fino al centesimo di quanto, come, dove e perché compie determinate scelte che importano una cifra corrispondente. Ogni cittadino non è un numero né un pollo da allevamento, ma un essere pensante che ha diritto a essere coinvolto nelle scelte pubbliche». Evidente la critica al meccanismo adottato dalla Regione Toscana per la riorganizzazione sanitaria, che fin dal primo momento il Comitato ha giudicato dirigistico e per nulla teso al coinvolgimento della popolazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web