La protesta
«Non siamo degli assenteisti»
Trasporti, i sindacati Ctt replicano a Fontana: «Pensi alla sicurezza»
ROSIGNANO. Trasporti pubblici: botta e risposta fra sindacati e vertici Cct. Cgil, Uil, Ugl e Usb replicano al presidente del consorzio Fontana che aveva parlato di troppe malattie ed infortuni tra i dipendenti.
«Al sindacato, riguardo alle presenze sul lavoro - scrivono- non risulta nessun tipo di situazione anomala rispetto al quadro regionale e nazionale. I dati riguardanti malattia ed infortuni in Ctt sono perfettamente in linea con la media della categoria sul territorio nazionale, e pei inciso si tratta di valori decisamente bassi, soprattutto in considerazione delle pessime condizioni di lavoro e dell'assoluto disinteresse dell'azienda verso qualsiasi forma di prevenzione sulla salute dei lavoratori: dalle condizioni di agibilità dei locali dell'officina, allo stato delle vetture (sospensioni, sedili di guida, climatizzazione, isolamento del conducente dai passeggeri, condizioni igieniche) e quant'altro». E continua: «Occorre pertanto spiegare al Fontana che usufruire dei permessi parentali (retribuiti al 30% dall' Inps o non retribuiti), permessi per l'assistenza di familiari disabili (legge 104/92), usufruire di aspettativa non retribuita per motivi personali o di salute, della maternità e della paternità, dei tre giorni di permesso per la morte di parenti e affini (legge 53/2000), del congedo matrimoniale e quant'altro normato dalle vigenti leggi e/o contratti e accordi, non può in nessu modo, considerarsi assenteismo».
«Riguardo ai dati sulla malattia e gli infortuni non possiamo esimerci dal ricordargli che i lavoratori che divengono temporaneamente inidonei alla mansione (a seguito di visita presso struttura pubblica individuata dalla stessa azienda), non vengono diversamente ricollocati poichè l'azienda, piuttosto che renderli nuovamente produttivi in mansioni diverse, preferisce aspettare il recupero dell'idoneità alla mansione di provenienza costringendoli a lunghi periodi a carico dell'Inps e inail. Se la linea gestionale e il fine non sono condivisi dalla politica locale, sarebbe almeno opportuno (e urgente) che la stessa valutasse criticamente l'operato dell'intero cda di parte pubblica, compreso le capacità dello stesso presidente del Ctt Nord tanto da chiederne le dimissioni. Ancora la parte pubblica farebbe bene ad interrogarsi sulla reale natura dei problemi che affliggono il Ctt Nord, a partire dalla totale assenza di progettualità fino alla "presunta necessità organizzativa/gestionale" di un ufficio paghe a Prato e dedicato ai soli "dirigenti", dove casualmente risiede la parte privata, fino alla singolare concentrazione di fortnitori provenienti dalla stessa zona». I sindacati concludono: «Per quanto ci riguarda, il sindacato rimane impegnato a contrastare quelle aziende dove i lavoratori non usufruiscono dei diritti previsti dalle leggi e dal contratto collettivo nazionale e dove vigono regimi intimidatori».
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