La protesta
Lo “sciopero” dei negozianti contro la festa della Regione
Lettera del consiglio del Ccn ai commercianti: «L’ente si è limitato a organizzare la pubblicità ma non ha dato alcun finanziamento a Comuni o associazioni, impossibile prevedere iniziative»
ROSIGNANO. Inutile e oneroso chiudere il centro del paese per partecipare alla festa Arcobaleno, la kermesse decisa dalla Regione per domani e domenica a cui hanno aderito svariate località turistiche. Questa, in poche parole, l’opinione dei negozianti di Rosignano Solvay. Che quindi hanno deciso di “scioperare”, lasciando il centro del paese disadorno e senza intrattenimenti. In segno di protesta.
Una scelta in evidente contrasto con l’ente regionale, che soprattutto negli ultimi giorni ha pubblicizzato con grande entusiasmo quella che considera una manifestazione per tutta la Toscana. Invece nel centro di Rosignano, sulla via Aurelia e nelle strade limitrofe, non sarà organizzata alcuna iniziativa. Niente movida né sfilate di moda, nessuna serata danzante. E neppure mercatini dell’artigianato. Per la festa Arcobaleno Rosignano Solvay non accoglierà intrattenimenti di alcun tipo. Di fatto i negozianti di Rosignano “boicotteranno” l’happening con valenza regionale. Il motivo? Lo si legge chiaramente nella lettera che il consiglio del Ccn (Centro commerciale naturale) di Solvay ha inviato ai suoi circa 70 negozianti iscritti.
«Come forse saprete - recita la missiva - la Regione ha promosso un weekend “Multicolor” per il 24 e 25 (decisione presa a metà luglio!), limitandosi a fare un po di pubblicità. Non è previsto alcun sostegno per le associazioni e i Comuni, ma solo un invito ad organizzarsi per conto proprio». E con un semplice invito, si legge tra le righe del documento a firma del consiglio del Ccn, non si può garantire il finanziamento di musica, danze e spettacoli. Inutile, senza la disponibilità di fondi per chiamare artisti, chiudere al traffico la via Aurelia.
«Alla luce dell’esperienza passata - recita ancora la lettera - è praticamente impossibile riempire le strade con gli eventi tipici della movida, in quanto già tutti impegnati da altre parti e oltretutto in un tempo così ristretto».
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