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Asili, è polemica sul regolamento
Francalacci (Ipc): «Deroghe eccessive per vecchie e nuove strutture»
RIPARBELLA. Regolamento per gli asili, è polemica nell’unione dei Colli Pisani. La solleva il consigliere di Insieme per Cambiare Giacomo Francalacci che contesta l’articolo 31 del regolamento dei servizi educativi (deroghe per l'autorizzazione al funzionamento delle strutture educative). «Dopo tutta una serie di paletti minuziosi - afferma Francalacci - l'articolo 31 elimina in un sol colpo tutti questi paletti affermando che "l'Unione, dove accerti la mancanza o l'insufficienza di spazi esterni alla struttura, può autorizzare il funzionamento del servizio stesso se sussiste la disponibilità di spazi di verde pubblico adiacenti alla struttura che siano facilmente accessibili, controllabili, e idonei all'utilizzo" lasciando all'ente uno sconveniente potere discrezionale su chi può e chi non può».
«Inoltre - continua Francalacci - così come è stato approvato, il regolamento è in netto contrasto con la normativa regionale la quale stabilisce che l'area esterna deve essere "recintata, attrezzata a verde, di uso esclusivo dei bambini durante l'orario di apertura del servizio stesso e non inferiore alla superficie interna messa a disposizione dei bambini". Francalacci contesta anche il fatto che «possono usufruire delle deroghe non solo le strutture già in funzione, ma tutte le strutture comprese quelle future, dando quindi la possibilità di aprire sempre asili in deroga».
Lo stesso consigiere il 19 luglio ha presentato un emendamento che modificava l'articolo 31 perché fosse rispettata la normativa regionale o almeno affinché soltanto le strutture educative già in essere potessero usufruire delle deroghe così da tutelare maggiormente i nostri bambini. «Ma il presidente del consiglio dell'Unione Loris Caprai - dice Francalacci - con fare molto "democratico" ha rigettato il mio emendamento. La motivazione: non si possono presentare emendamenti all'ultimo minuto durante la seduta, gli emendamenti devono prima passare dalla commissione». Peccato, dice Francalacci, che nella stessa seduta il sindaco Pellegrini «aveva presentato ben tre emendamenti all'ultimo minuto i quali, a differenza del mio, sono stati discussi, messi a votazione e approvati»
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