Toscana
Argilla e fango alle Gorette Pacini: «Solo cose naturali»
CECINA. Un fenomeno curioso ma del tutto naturale. Alle Gorette è comparso una ventina di giorni di fa dopo una mareggiata, forse la stessa che per uno scherzo del destino a Rosignano ha invece...
CECINA. Un fenomeno curioso ma del tutto naturale. Alle Gorette è comparso una ventina di giorni di fa dopo una mareggiata, forse la stessa che per uno scherzo del destino a Rosignano ha invece portato i liquami a due passi dal porto, tra tubature rotte e responsabilità rimpallate tra Comune e Asa.
A Cecina quello che è accaduto è del tutto diverso. Si tratta di un deposito anomalo e insolito di una strana poltiglia di fango, limo e argilla (foto) che a giorni alterni si presenta sull'arenile, a pochi passi dall'acqua.
Qualche turista straniero, per niente impressionato, ci aveva scherzato su, spargendosene un po' addosso come accade anche nelle Spa e nelle terme a base, appunto, di fanghi.
«Male quel turista non avrà fatto - scherza l'assessore provinciale per la difesa delle coste Paolo Pacini - al massimo non sarà accaduto niente. Comunque, per tranquillizare tutti, anche chi mi ha chiesto personalmente qualcosa in più, tengo a ribadire che si tratta di un materiale naturale. Non ci sono pericoli insomma che quell'argilla possa essere contaminata».
Capirne l'origine da un punto di vista più scientifico non è così semplice. Anche perché chi dovrebbe saperne e dirne, il dirigente della provincia Enrico Bartoletti, preferisce non farlo, rimandando tutto di fatto all'assessore. Peccato davvero.
E allora tocca all’assessore per la difesa delle coste Pacini fare anche un excursus storico su quel lembo di spiaggia.
«Iniziamo con il dire che i lavori al porto non c'entrano niente e nemmeno l'erosione - spiega l'assessore provinciale - non si tratta nemmeno di un fenomeno di inquinamento ma di un deposito di argilla conseguente al movimento sotterraneo di un laghetto che si è creato proprio alle Gorette da tanti anni».
D'inverno quel laghetto sfocia in mare, d'estate normalmente si richiude ma se un'improvvisa mareggiata smuove il fondale, ecco che il deposito torna a galla e a fare visita ai bagnanti che ne sono per forza di cose sorpresi. Io stesso ci ho fatto il bagno in quelle acque, e lo faccio da quando sono giovane, pochi giorni fa e non è successo niente».
Per evitare che l'argilla naturale torni però a depositarsi sull'arenile, uno spettacolo magari poco invitante, l'unica strada è quella del ripascimento. E quindi non resta che attendere la nuova fase dei lavori del porto.
«Con maggiore sabbia il sottosuolo dovrebbe essere contenuto e per certi versi sterilizzato. Ma vedrete che con il caldo scomparirà del tutto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
