Il Tirreno

«Sui liquami Asa stavolta sbaglia»

di Matteo Baccellini

La replica del Comune: «I nostri tubi non c’entrano con il black-out». Controlli maggiori sugli scarichi

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ROSIGNANO. Se Asa attacca, il Comune risponde. Lo sversamento dei liquami in mare dello scorso 14 luglio è un argomento troppo caldo del resto e non solo per il clima torrido di questi giorni. E se la Spa delle fognature, nell’ultima relazione, ha tirato in ballo le caditoie stradali allacciate a una vecchia condotta e alla fognatura di un palazzo a due passi dal lungomare, come parziali cause del pasticcio, il vicesindaco Daniele Donati non ci sta. Il tutto mentre in gran parte della spiaggia libera, ancora è vietata la balneazione. L’assessore Donati. «Diamo atto ad Asa di essersi mossa con tempestività quando si è verificato il temporale del 14 luglio - spiega - L’azienda ha steso due relazioni dettagliate e precise, in differenti momenti, per accertare le cause dello sversamento. Ma sinceramente il trafilamento di una fognatura nera su quella bianca mi sembra il problema minimo. Cosa c’entra in tutto questo? È un episodio davvero puntiforme, direi». Polemica aperta, anzi non chiusa da parte della giunta. In un primo momento si era evidenziato un black out elettrico che aveva mandato in tilt la stazione di sollevamento della pompa, il tele-allarme. Tutto insomma colpa del maltempo. E così tutti scontenti, con poco da fare contro madre natura e l’inquinamento imprevisto. Poi però è arrivata l’ulteriore verifica con la scoperta di quei tubi rotti di pertinenza comunale, secondo Asa. «Credo che le fogne bianche vadano sempre al mare - prosegue il vicesindaco - la rottura della fognatura nera del palazzo, a cui stanno provvedendo i proprietari delle case, non credo abbia inciso più di troppo».

Il campionamento dell’Arpat E per confermare la propria buona fede, il Comune cita i campionamenti mensili dell’Arpat. «Li facciamo tutto l’anno, mai registrate criticità». Ma per le caditoie? «Stessa cosa per i tombini e le grate, mai avuto problemi». L’azienda di protezione ambientale dopo aver rilevato venti giorni fa l’inquinamento del mare e dell’arenile, a cui ha fatto seguito il divieto di balneazione, dovrà tornare al lavoro in queste ore. «Se ci danno il via e l’ok ai controlli in due giorni togliamo tutti i divieti. Ci rendiamo conto dei disagi che hanno subìto gli operatori turistici, ma dobbiamo fare tutto secondo le norme», prosegue Donati.

Gli scarichi abusivi L’occasione sarà buona per accelerare i tempi di censimento di ulteriori scarichi abusivi. «Abbiamo cominciato da tempo nella zona delle colline, adesso passeremo via via verso il mare». E qui qualcuno obietterà che ci si poteva già essere mossi.

Il bagno Scoglietto. Intanto gli stabilimenti balneari fanno i conti con il calo di presenze. C’è delusione. «Rispetto a luglio 2012 abbiamo registrato un 25% in meno di presenze - dice Claudio Corrieri, titolare del bagno lo Scoglietto di Rosignano Solvay - appena emessa l’ordinanza ci siamo mossi con altri sei-sette attività, spedendo una raccomandata sia all’Asa che al Comune per capire di chi fosse la reponsabilità».

Il rimpallo è parso più che evidente anche agli stessi operatori turistici, che di fronte alle “palizzate” della legge non hanno potuto che alzare bandiera bianca. «Fortuna che poi dopo alcuni giorni il tratto di mare qui di fronte a noi è stato riaperto». Per altri non è andata così.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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